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"NON VOGLIO MINARE la nostra cultura tradizionale, né insultare la nostra religione: semplicemente, credo che sia arrivato il momento per le donne di giocare un ruolo più attivo nella vita di questo paese e di reclamare diritti che a lungo ci sono stati negati". Rola Dashti parla al telefono dal suo quartier generale di Kuwait City a poche ore dall'appuntamento più importante della sua vita: questa economista poco più che trentenne laureata negli Stati Uniti è una delle 28 donne che questa mattina si presentano agli elettori per avere un seggio nel Parlamento del Kuwait.
Sono elezioni doppiamente rivoluzionarie quelle si tengono oggi nel piccolo emirato: per la prima volta le donne vanno a votare in una elezione politica. E per la prima volta sono ammesse a candidarsi: Rola e le altre contenderanno a 225 uomini uno dei 50 seggi disponibili. Gli analisti sono concordi nel dire che poche ce la faranno, ma la loro presenza è stata comunque l'elemento più importante della campagna elettorale iniziata a maggio, quando lo sceicco Sabah al-Ahmad al-Sabah ha sciolto il Parlamento per non cedere alle pressioni dei riformisti che chiedevano una nuova legge elettorale: le donne rappresentano infatti il 57% dell'elettorato e anche se molte di loro voteranno seguendo le indicazioni di mariti e padri, nessuno ha potuto ignorarle: "L'effetto più significativo della partecipazione femminile è stato l'immediata trasformazione delle piattaforme politiche di tutti i candidati", spiega Jennifer McElhinny, analista del Middle East Institute.
È solo da un anno infatti che le donne in Kuwait godono di pieni diritti politici: per la prima volta sono andate alle urne lo scorso aprile per le elezioni municipali. Le candidate erano due e nessuna è stata eletta, ma la loro presenza nelle liste ha aperto la strada alla pattuglia di determinate signore che oggi si presentano al giudizio degli elettori. Fra loro, Rola Dashti è una delle più note e delle più determinate: "È stata una campagna dura, con molte intimidazioni - racconta - ma sono convinta che ce la farò. E come me molte altre: nel mio distretto ho visto moltissime persone entusiaste della mia piattaforma elettorale. In Kuwait c'è bisogno di un cambiamento. E le donne, che dalla vita politica finora sono state escluse, possono portarlo".
Al primo punto del programma di Rola c'è la lotta alla corruzione: tema che, insieme alla questione femminile, ha dominato la campagna elettorale, brogli compresi. Tre candidate hanno presentato un esposto al ministero dell'Interno per denunciare che a molte elettrici sarebbero state regalate borse di marca per convincerle a votare determinati candidati.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Il 21 giugno ci siamo riunite in assemblea e abbiamo deciso di lanciare, prima della pausa estiva e con l'impegno di riprendere la mobilitazione a settembre, una petizione da presentare, con una delegazione di massa a Palazzo Marino, al "signor Sindaco" di Milano Letizia Moratti nella data della seconda seduta del Consiglio comunale, che e' stata fissata per MARTEDI' 4 LUGLIO alle ore 16.
Sappiamo che il caldo opprime e le ferie (per fortuna) incombono, ma questa partita va aperta ora per poi riprendere appieno la nostra iniziativa non appena la vita sociale e politica riaprira' i battenti.
Cosa si puo' fare intanto?
Innanzitutto scaricare dal sito www.usciamodalsilenzio.org il testo della petizione e cominciare a farlo girare, portando i moduli riempiti nel pomeriggio di martedi' prossimo in Piazza della Scala.
Naturalmente e' solo l'inizio, la raccolta di firme proseguira' nei prossimi mesi.
Altra cosa che vi chiediamo, cominciare a comunicare attraverso il sito stesso la propria disponibilita' a far parte della delegazione.
In attesa di incontrarci, speriamo numerose, inviamo il testo della petizione e saluti cordialissimi.
Usciamo dal silenzio
Per scaricare la petizione:
http://www.usciamodalsilenzio.org/rassegnastampa/appello-consiglio-comunale-4-7-2006.pdf
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo invito rivoltoci da Usciamo dal Silenzio
Le elezioni sono alle spalle, col carico di interrogativi e di spunti di riflessione che ci consegnano.
Ancora qualche giorno e poi il referendum sulla controriforma costituzionale chiuderà questa lunga fase nella quale la politica ha prepotentemente pesato sui tempi e i modi dell'agire, anche del nostro agire:
quali sono le nostre valutazioni? Quali ulteriori elementi di novità rispetto al dibattito sull'equa rappresentanza? Basta che ci sia una donna ad occupare un ruolo di potere per dire che si è compiuto davvero un grosso passo avanti? Quali nuovi conflitti si aprono?
Questi saranno i temi al centro del nostro prossimo momento di confronto e di elaborazione, forse l'ultimo prima della pausa estiva:
L'ASSEMBLEA DI MERCOLEDI' 21 GIUGNO ALLE ORE 21 IN CAMERA DEL LAVORO A MILANO (Corso di Porta Vittoria 43),
che si occuperà anche dell'altra questione fondamentale che è, appunto, il referendum sulla Costituzione del 25 e 26 giugno.
Usciamo dal silenzio vuole proporre all’assemblea una iniziativa forte a Milano, una nostra discesa in campo contro il Comune e la Regione che stanno smobilitando le strutture e i servizi pubblici relativi alla salute e alla prevenzione, penalizzando innanzitutto le donne.
Oggi, a elezioni avvenute, pensiamo sia questo il primo terreno di opposizione alla giunta di Letizia Moratti sul quale vogliamo proporre un'iniziativa di movimento:
un sit in davanti a Palazzo Marino gli ultimi giorni di giugno (magari il 29?) nel quale coinvolgere tutti coloro che da questa politica vengono colpiti.
E' importante essere tutte presenti all'assemblea: abbiamo bisogno di confrontarci e di pensare insieme al futuro del nostro movimento e ai prossimi mesi.
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Dopo la nascita del figlio (%)
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Lavora
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Non lavora
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Totale
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Prima della nascita
del figlio |
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Lavora
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47,9%
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13,5%
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61,4%
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Non lavora
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2,5%
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36,1%
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38,6%
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Totale
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50,4%
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49,6%
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100,0%
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Regione
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Condizione prima e dopo
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L>L*
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L>NL
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NL>L
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NL>NL
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Piemonte/V.D’Aosta
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54,8
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13,8
|
1,4
|
30,0
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Lombardia
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52,4
|
19,0
|
1,5
|
27,0
|
|
Trentino Alto Adige
|
49,5
|
16,4
|
0,9
|
33,1
|
|
Veneto
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50,9
|
17,3
|
1,5
|
30,3
|
|
Friuli Venezia Giulia
|
54,2
|
14,2
|
2,4
|
29,3
|
|
Liguria
|
51,7
|
13,3
|
2,0
|
33,0
|
|
Emilia Romagna
|
56,3
|
15,0
|
3,6
|
25,1
|
|
Toscana
|
50,7
|
16,4
|
1,9
|
31,1
|
|
Umbria
|
52,8
|
8,5
|
2,6
|
36,0
|
|
Marche
|
59,5
|
12,8
|
2,1
|
25,6
|
|
Lazio
|
49,1
|
14,0
|
3,0
|
33,9
|
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Abruzzo
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47,5
|
12,2
|
5,5
|
34,8
|
|
Molise
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49,9
|
8,9
|
3,9
|
37,2
|
|
Campania
|
36,0
|
10,4
|
2,9
|
50,6
|
|
Puglia
|
40,9
|
7,9
|
3,3
|
47,9
|
|
Basilicata
|
40,1
|
8,9
|
2,9
|
48,0
|
|
Calabria
|
40,7
|
7,6
|
3,3
|
48,4
|
|
Sicilia
|
34,0
|
8,9
|
3,2
|
54,0
|
|
Sardegna
|
46,8
|
9,6
|
1,8
|
41,7
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