|
|
Le donne, queste sconosciuteà Almeno per i parlamentari. Viene da lontano, infatti, l'"indifferenza" della politica per l'altra metà del cielo. Mente in Italia si discute di "quote rosa", infatti, si scopre che il decreto legislativo del 20 febbraio 1945 con cui veniva finalmente esteso anche in Italia il voto alle donne, di donne in realtà non parla mai. La curiosità è emersa grazie al Progetto AuGUSto, promosso dal Cnipa, il Centro Nazionale per l'Informatica nella Pubblica Amministrazione, che sta digitalizzando, per renderla disponibile sul suo sito Web (www.cnipa.gov.it), l'intera raccolta della Gazzetta Ufficiale storica, a partire dal 1860 al 1946. Proprio grazie a questo certosino lavoro storico-tecnologico è stato possibile scoprire che varando il suffragio universale il legislatore ha omesso di parlare di à donne. Nella norma, in particolare, si fa riferimento in modo esplicito alla "legge elettorale politica" del 1919, secondo la quale "sono elettori tutti i cittadini che abbiano compiuto il 21° anno di età". Come se non bastasse la genericità del riferimento, il supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale del 12 marzo 1946, contenente il decreto per l'elezione dei deputati all'Assemblea Costituente, fa cenno a varie leggi, ma "dimentica" quella fondamentale con il suffragio universale, del 20 febbraio 1945, che estende appunto il voto alle donne. A peggiorare la "dimenticanza", l'art. 4 stabilisce che "sono elettori tutti i cittadini italiani che abbiano raggiunto la maggiore età entro il 31 dicembre 1945", e non "cittadini e cittadine".
In effetti una citazione delle donne, ma a carattere meramente organizzativo, compare nel decreto del '45, quando si dispone che i Comuni aggiungano alle liste elettorali anche quelle femminili, ma "saranno tenute distinte da quelle maschili". Insomma, una discriminazione ufficiale dei sessi nelle procedure amministrative che, se poteva avere una qualche ragione 60 anni fa, viene tuttora applicata pedissequamente. Per avere la certezza giuridico-legislativa che le donne, finalmente, possano votare bisogna arrivare all'art. 34 della stessa dettagliatissima disposizione legislativa: "le sale delle elezioni deve avere una sola porta di ingresso aperta al pubblico, salva la possibilità di assicurare un accesso separato alle donne". "Il che è sì un'ammissione, ma anche un ulteriore motivo di discriminazione che fa tanto venire in mente l'apartheid!" si legge in una nota del Cnipa. Un'altra perla che emerge dalla possibilità data dal Cnipa di sfogliare on-line le Gazzette Ufficiali dell'epoca, viene dall'art. 5, con cui si escludono dal voto "le donne indicate nell'articolo 354 del regolamento per l'esecuzione del testo unico delle leggi di Pubblica sicurezza", ossia le prostitute.
Una cordata di quindici donne scalera' domani il Monviso per rendere omaggio alla prima alpinista italiana che riusci' a raggiungerne la vetta, a quota 3.841 metri, il 16 agosto del 1864: la ventiseienne Alessandra Re, nata a Torino ma trasferitasi a Verzuolo nel 1856 dopo aver sposato Emilio Barelli, sindaco della cittadina cuneese.
Gia' l' anno scorso una spedizione in rosa - guidata dalla nipote della Boarelli, Francesca Quagliotti - cerco' di arrivare in cima ma non vi riusci' a causa del maltempo. Il gruppo inauguro' comunque nel pianoro delle Forciolline, a 2.950 metri, un bivacco dedicato ad Alessandra Boarelli.
Ed e' proprio in questo rifugio che le 15 alpiniste pernotteranno questa sera, per ripartire domani in direzione della vetta, con l' assistenza delle guide alpine del Monviso.
Domani al rientro, le protagoniste della cordata in rosa saranno festeggiate dalla Comunita' Montana Valle Varaita e dal Cai in un ristorante di Sampeyre.
La Camera ha approvato un ordine del giorno al fine di affrontare il problema delle donne detenute insieme ai figli fino a 5 anni. Lo ha reso noto il leader del movimento Diritti civili, Franco Corbelli.
L'ordine del giorno, promosso dallo stesso Corbelli, era stato presentato dai deputati Nicodemo Oliverio, Franco Laratta, Paolo Gambescia, Lanfranco Tenaglia, Rosa Suppa, Maria Saperi e Maria Grazia Lagana'.
''Il Movimento Diritti Civili - ha detto Corbelli in una dichiarazione - vince, dopo oltre 11 anni, una nuova, grande battaglia civile. Il problema dei bambini detenuti era stato piu' volte , in questi anni, denunciato e affrontato con decine di appelli, denunce, iniziative e manifestazioni di protesta da Diritti Civili, Corbelli, ed e' stato fatto proprio dai parlamentari firmatari dell'ordine del giorno''.
I bambini fino a 5 anni detenuti insieme alle loro madri in 11 diverse carceri, secondo quanto riferisce Corbelli, sono 52.
''Con la modifica della legge 40 del 2001 - afferma Corbelli - questi bambini lasceranno subito il carcere insieme alle loro mamme, per le quali sono previste forme alternative di detenzione (arresti domiciliari, strutture protette, comunita', case-famiglie)''.
Stimolare presenza femminile, è una ricchezza per il Paese
"Non sono mai stato in prima linea nella battaglia per le quote rosa, ma mi vado convincendo che questa cosa è una esigenza della società. L'opportunità di una maggiore presenza femminile puó rappresentare una ricchezza per il Paese, bisogna cercare di stimolarla". Lo ha detto il presidente del Senato Franco Marini, parlando a Palazzo Giustiniani nel corso della cerimonia della consegna del ventaglio da parte della stampa parlamentare.
Continua, dunque, la forte caratterizzazione in 'rosa' del servizio civile nazionale, molto meno accentuata, pero', degli anni passati: "Per il 2005- spiega la relazione al Parlamento dell'Ufficio nazionale- con l'entrata in vigore del decreto legislativo 77/2002, il servizio civile nazionale si e' caratterizzato per il fatto di essere meno 'rosa', in quanto hanno potuto parteciparvi tutti, anche i ragazzi, ed e' stato meno giovane, perche' l'eta' e' stata innalzata a 28 anni".
Dei 45.175 volontari del 2005, 34.226, il 75,76%, sono donne; 10.949 i ragazzi (24,24%): erano solo il 18,15% nel 2004. Il numero dei maschi cresce se consideriamo i volontari impegnati in progetti all'estero: sono il 33,6%. L'eta' media dei volontari e' di 22 anni e 8 mesi. Rispetto all'anno precedente, sottolinea la relazione, si e' abbassata di 2 mesi. Piu' grandi i volontari che scelgono progetti internazionali: l'eta' media sale a 26 anni.
"Una maggiore presenza delle donne negli organismi di controllo delle missioni militari e l'impegno per aprire una seconda conferenza internazionale con le donne Afgane". Lo chiede la senatrice Albertina Soliani, insieme al capogruppo dell'Ulivo Anna Finocchiaro e alle parlamentari Daniela Alfonzi, Silvana Amati, Emanuela Baio Dossi, Paola Binetti, Maria Luisa Boccia, Fiorenza Bassoli, Lidia Brisca Menapace, Giovanna Capelli, Anna Maria Carloni, Loredana De Petris, Anna Donati, Erminia Emprin Giardini, Vittoria Franco, Rina Gagliardi, Marina Magistrelli, Colomba Mongiello, Magda Negri, Anna Maria Palermo, Manuela Palermi, Maria Agostina Pellegatta, Leana Pignedoli, Silvana Pisa, Franca Rame, Sabina Rossa, Simonetta Rubinato, Anna Maria Serafini, Tiziana Valpiana, Olimpia Vano, Rosa Maria Villecco Calipari. "Vogliamo riprendere - sottolineano le senatrici dell'Unione - l'azione avviata nella precedente legislatura, quando un gruppo di contatto di parlamentari donne della Camera diede vita, a Roma, a una conferenza internazionale nel novembre 2002, intitolata: 'Le donne in Afghanistan: un impegno per la ricostruzione e lo sviluppo'. Oggi come allora diciamo che il futuro dell'Afghanistan non puo' venire senza le donne, senza la loro forza. Le donne - precisano le senatrici dell'Unione - sono dentro la storia del mondo, soprattutto dentro le sue sofferenze e hanno un altro sguardo sul mondo; sono dentro i conflitti e ne pagano il prezzo piu' alto e con loro i bambini e la popolazione civile. Il loro destino e' il nostro destino e non basta la solidarieta' internazionale offerta con le missioni. Molto di piu' possiamo fare per allontanare per sempre dai luoghi dei conflitti la paura, l'indifferenza, lo scoraggiamento, per far avanzare la fiducia e la speranza, per fermare e prevenire i conflitti, per uscire dai conflitti". Le parlamentari dell'Unione hanno inoltre sottolineato che "eventuali organismi di controllo delle missioni militari - siano osservatori o commissioni - debbano vedere la partecipazione di un numero significativo di donne; e' molto probabile che cosi' funzioneranno meglio e sara' piu' ampia la loro visione e piu' efficace il loro lavoro".

E' dedicato ai Pacs, i Patti Civili di Solidarieta', il nuovo numero di ''‰res - FrauenInfoDonne'', il bollettino del Comitato provinciale Pari Opporunita'. Di questo tema parlano infatti l'editoriale della presidente Julia Unterberger, l'articolo di fondo di Nina Schroeder ed un intervento che mette a confronto le legislazioni in materia dei diversi Paesi europei.
La rivista contiene poi gli editoriali della vicepresidente e della rappresentante ladina del Comitato, Alessandra Spada e Ingrid Runggaldier, un articolo della stessa Spada sul tabu' dele quote rosa nei Comuni altoatesini ed altri interventi dedicati al Rapporto Gender recentemente pubblicato dall'ASTAT ed alle celebrazioni della Notte di S. Valburga. Non mancano poi le consuete rubriche ''Bretelle d'oro'', ''Pubblicita''', ''Panorama'', ''Appuntamenti'', ''Si consiglia''.
"ëres - FrauenInfoDonne" è disponibile presso il Servizio Donna della Ripartizione Lavoro, in via Crispi 3 a Bolzano (III piano), presso il quale si può anche richiedere l'invio gratuito della rivista a domicilio. Tel. 0471.411180, e-mail:
Serviziodonna@provincia.bz.it
http://www.donne-lavoro.bz.it/291v1196d2138.html
Si può scaricare l'intero numero in pdf dal sito della provincia www.provinz.bz.it
MINISTRO ILLUSTRA PROGRAMMA ALLA CAMERA - Si' ad un ddl del governo per introdurre le quote rosa ma ''condiviso'' con il parlamento. Per questo il ministro dei diritti e delle pari opportunita', Barbara Pollastrini, in commissione affari costituzionali della Camera, ha reso noto che ''prima di compiere ogni atto intende verificare la possibilita' di una condivisione, di un protagonismo comune almeno per la struttura essenziale del disegno di legge''.
''Cosi' come e' avvenuto per la riforma dell'articolo 51 - ha osservato il ministro - tagliare il traguardo di una legge saggia ed europea non sara' il successo di uno schieramento politico e tanto meno di una ministra ma il successo di una larga e trasversale maggioranza parlamentare e la vittoria delle donne italiane e degli uomini lungimiranti di questo paese''. E' per questo che ha rivolto un appello ''alle colleghe della maggioranza ma anche dell'opposizione per intraprendere, pur nelle differenti posizioni, un dialogo''.
Il ministro ha ricordato che la proposta allo studio del governo ha come soglia minima la raccomandazione europea del 33% con premi e sanzioni fino alla irricevibilita' della lista.
Pollastrini, illustrando il programma del suo ministero come ha gia' fatto al senato, ha ribadito che intende avlle lavoratrici precarie; potenziare gli asili nido; investire, in accordo con le regioni, nell'imprenditoria femminile. E' anche prevista la riforma degli strumenti di parita' nelle istituzioni, nei lavori, nello stesso parlamento.
NOTIZIARIO PARI OPPORTUNITA' CAMPANIA - Si e' parlato di Turchia, della condizione della donna in quel Paese, dell'importanza del suo ingresso in Europa. E ancora di immigrati a Napoli e di pari opportunita' in Campania nel corso dell'incontro tra l'assessore alle Pari Opportunita' della Regione Campania, Rosa D'Amelio, e tre giovani giornaliste turche venute in Italia per svolgere uno stage di tre mesi preso l'agenzia di stampa ANSAmed avvenuto lo scorso 25 luglio presso la sede della Regione a Palazzo Armieri.
ANSAmed e' nata due anni fa dall'Ansa, in partnership con le agenzie di 22 paesi del bacino del Mediterraneo. Diffonde ogni giorno un notiziario in italiano, inglese e arabo. La sua peculiarita' e' portare nel grande circuito informativo un Mediterraneo che racconta se stesso, invece di essere letto ''dall'esterno''.
Meltem Uzun, Zeynep Akyil, Pinar Gunay sono a Napoli grazie al progetto 'Journalist Training Programme', del programma Leonardo Da Vinci dell'Unione Europea.
''Sono molto contenta di conoscervi ' ha detto l'assessore Rosa D'Amelio ' le esperienze di interscambio sono importanti per noi che siamo al centro del Mediterraneo. Una centralita' la nostra, che verra' ancora piu' valorizzata dallo sviluppo dell'interportualita' del Mediterraneo che abbiamo previsto nella programmazione dei Fondi Europei 2007-2013. Riguardo alla Turchia ' ha aggiunto l'assessore ' io ritengo che il suo ingresso in Europa sia molto importante per lo sviluppo del Paese e per gli scambi economici che possono intercorrere tra noi e loro''.
Riguardo all'ingresso del loro Paese nell'Unione Europea, Meltem Uzun, Zeynep Akyil, Pinar Gunay si sono dette contente per le riforme che si stanno realizzando in virtu' del raggiungimento dei parametri necessari all'ingresso in Europa ''Gia' questo ' ha detto Pinar Gunay ' per noi e' importante, perche' comunque per il nostro Paese significa vivere un nuovo sviluppo, anche se non dovessimo farcela a rientrare nei parametri richiesti'' Molto si e'discusso di condizione femminile ''in Italia avete una concezione sbagliata della condizione femminile in Turchia ' dicono le ragazze ' il nostro e' un Paese laico. Le donne lavorano, studiano, vivono come si vive qui. Ovviamente qualcuna porta il velo, ma non e' obbligatorio. '' Le ragazze, inoltre, sono rimaste colpite dal lavoro svolto in questi anni sul tema delle Pari Opportunita' in Campania. L'assessore D'Amelio ha raccontato loro della sua intenzione di lavorare affinche' nelle societa' a partecipazione regionale sia imposto che nei Consigli di Amministrazione ci sia una ripartizione paritaria tra uomini e donne. ''Anche le donne immigrate potrebbero eventualmente accedervi? '' hanno chiesto le ragazze ''Se hanno un curriculum adeguato perche' no'' ha risposto l'assessore D'Amelio.
"E' nostro interesse sostenere le categorie deboli e le donne immigrate in Italia sono troppo spesso ridotte in schiavitù". A dirlo Alessandra Mandarelli, assessore alle Politiche sociali della Regione Lazio, a margine dell'approvazione, nella riunione dell'esecutivo regionale, della delibera con cui si cofinanzia un progetto dell'associazione "Ora d'aria" dal titolo "L'ambiguità dell'accoglienza".
L'assessorato alle Politiche sociali della Regione Lazio ha infatti risposto positivamente a un bando nazionale del dipartimento Pari opportunità della Presidenza del Consiglio, cofinanziando un'iniziativa di contrasto alla tratta degli esseri umani ai fini di sfruttamento sessuale. "Si tratta di un progetto volto a sostenere le donne immigrate nel carcere e fuori dal carcere per aiutarle ad uscire dalle situazioni difficili: che quasi sempre vuol dire favorire la loro uscita dal giro della prostituzione". Ora d'aria (organizzazione onlus impegnata in campo sociale in particolare nel settore della prevenzione della devianza e del recupero alla legalità di soggetti a rischio) farà attività di informazione presso le straniere in difficoltà e poi avvierà iniziative di formazione lavorativa e di inserimento nel mondo del lavoro. Nell'ambito del progetto è prevista anche un'azione di protezione delle donne nelle cosiddette "case di fuga" per sostenerle ad uscire dal mondo della prostituzione e accompagnarle nei primi passi della loro vita professionale. Inoltre sono in programma azioni di orientamento anche per usufruire dell'assistenza sanitaria.
"Continuiamo – ha continuato l'assessore Mandarelli – sulla strada di sostegno alle donne, che sono troppo frequentemente la parte debole della nostra società. E tra loro le immigrate sono decisamente quelle più in pericolo. La stessa proposta di legge regionale sull'immigrazione, che stiamo concertando con gli enti locali in questo periodo (dopo aver superato il tavolo di concertazione con le parti sociali), dedica alle straniere e ai loro diritti uno spazio particolare. Inoltre abbiamo già stimolato iniziative – ha concluso l'assessore Mandarelli - volte a sostenere la maternità soprattutto all'interno di questa categoria svantaggiata".