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Nuove professioni a Milano. Protagoniste e protagonisti tra Autonomia e Instabilità
La Provincia di Milano e la Libreria delle Donne organizzano il convegno "Nuove professioni a Milano. Protagoniste e protagonisti tra Autonomia e Instabilità", un confronto sui problemi del nuovo lavoro professionale.
L'incontro nasce dall'esigenza di trovare risposte a tutti i problemi trasversali che riguardano molte aree professionali tra i quali la mancanza di una rappresentanza.
Le organizzazioni sindacali e datoriali e le associazioni professionali tradizionali non conoscono e non riconoscono le nuove competenze. La grande e crescente presenza di donne professioniste, in particolare, interroga con forza la cultura organizzativa e le forme di rappresentanza e di regolazione tradizionale.
Intervengono:
- Arianna Censi, Consigliera delegata alle Politiche di genere della Provincia di Milano;
- Anna Soru, Presidente ACTA;
- Sergio Bologna, consulente e studioso del mondo del lavoro;
- Laura Pennacchi, economista;
- Tiziana Vettor, giuslavorista;
- Alfiero Grandi, Sottosegretario Ministero dell'Economia e delle Finanze;
- Bruno Casati, Assessore al lavoro Provincia di Milano;
- Fulvia Colombini, Camera del lavoro Metropolitana di Milano.
Coordina: Silvia Motta, Libreria delle Donne.
Lunedì 4 dicembre 2006, ore 18.00
Nuovo Spazio Guicciardini, Via M. Melloni 3
Giovedì 30 Novembre, alle ore 10.30 in Aula Pagani (Università Milano-Bicocca, U7, 3° piano), si terrà un seminario con Ida Kumiko (Università di Osaka) dal titolo Una re-tradizionalizzazione dei ruoli di genere? Il caso del Giappone.
Ne discutono con Ida Kumiko Marina Calloni e Carmen Leccardi.
Il seminario si svolgerà in italiano.
In Giappone, negli ultimi anni, il concetto di “genere” è stato oggetto di numerosi attacchi da parte della destra. Persino la questione dell’uguaglianza fra donne è stata messa sotto accusa, poiché annullerebbe le “naturali” differenze esistenti fra i generi. Si stanno inoltre affermando movimenti regressivi – anche via internet – che si appellano al valore della tradizione. Assecondando tali pressioni, l’attuale governo di destra ha apportato modifiche al programma nazionale sull’uguaglianza di genere, inserendo commenti critici sull’educazione sessuale e stralciando parole cruciali per le politiche sociali quali “lavoro non retribuito”. Si è invece preferito aggiungere nella legge quadro sull’istruzione i concetti di “patriottismo” e “responsabilità familiare”, senza che l’opposizione protestasse.
Ida Kumiko, dottore di ricerca in italianistica presso l'Università di Kyoto, poi borsista per il governo italiano presso l'Università di Firenze, è attualmente professore ordinario presso l’Università prefetturale di Osaka, dove dirige il Centro per gli Studi di genere. Fra le sue principali pubblicazioni Sociologia di genere (1997) e Storia dei pensieri femministi (2003). Ha tradotto in italiano, tra l’altro, Salario al lavoro domestico di M. Dalla Costa e il volume curato dai G. F. Dalla Costa, Donne e politiche del debito.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo l’invito a partecipare, inviando fotografie e liriche, alla Mostra_Pubblicazione ispirata a Sappho, organizzata dall’Architetto Matarazzo:
Gentile Artista,
È con piacere infinito che ho l’onore di invitarTi a partecipare a questa mia iniziativa che nasce da lontano e, verrebbe da chiedersi, con Joseph Roth e Claudio Magris: Lontano da dove?
In realtà, nei miei viaggi di formazione, ho incontrato molte Donne e tanti Uomini che mi hanno donato quella forza spirituale tesa al bel creare con onestà intellettuale e con buona pace di chi si accontenta di facili successi legati alla mediocrità.
Creature, le Donne e gli Uomini con cui mi relaziono idealmente, che considero miei punti di riferimento formativo/culturali oltre che amicali.
Questi ultimi mi inducono a pormi (e porVi) una domanda: cosa assimila Personalità così distanti e disomogenee se non una comune Passione Creativa fatta di tensioni sensibili?
Nel leggere, ma mi accorgo che il verbo leggere resta piuttosto riduttivo, i radi Frammenti Poetici di Sappho mi si spalanca un universo di emozioni e sensazioni immaginifiche: sembra di avvertire
Riporto un Frammento da Frammenti Sapphici nella edizione curata da V. Di Benedetto, traduzione e note di F. Ferrari, pubblicato da Rizzoli, Milano:
…ella ora mi ha fatto ricordare di Anattonia lontana,
di cui vorrei contemplare il seducente passo e il luminoso scintillio del volto…
…cantano l’amore tuo e della sposa dal seno di viola…
…e su me sudore si spande e un tremito mi afferra tutta e sono più verde dell’erba e poco lontana da morte sembro a me stessa…
…le stelle intorno alla bella luna nascondono di nuovo la loro figura lucente quando piena essa risplende…
…le donne di Ilio spingevano le mule sotto i carri dalle belle ruote e vi montava sopra tutta la folla delle donne e delle vergini delicate caviglie…
…Eros ha squassato il mio cuore, come raffica che irrompe sulle querce montane…
chi è la rozza contadina che ti ammalia la mente e non è capace di sollevare i suoi straccetti sopra le caviglie?
…i doni leggiadri delle Muse seno di viola prendendo la lira armoniosa amica del canto…
…ma io amo la raffinatezza e voi lo sapete, e a me l’amore per il sole ha dato in sorte splendore e bellezza…
te simile a dea manifesta, e soprattutto godeva del tuo canto;
ma ora fra le donne lidie spicca come talvolta, tramontato il sole, la luna dita di rosa
supera tutte le stelle…
…punta dal ricordo e consuma il suo fragile cuore nel desiderio di Atthis delicata…
…non è facile per noi eguagliare la bellezza incantevole delle dee…
…Di nuovo mi assilla Eros che scioglie le membra, dolceamara invincibile creatura…
…Se tu avessi desiderio di ciò che è bello e onorevole, e la lingua non ti rimestasse qualcosa di brutto a dirsi, il pudore non ti velerebbe lo sguardo, ma diresti quel che desideri…
…il sonno nero della notte chiude gli occhi…
…variegata di mille colori…
…intonerò questo bel canto per rallegrare le mie compagne…
E la lettura velata dei versi Sapphici mi induce a meditare sulla Superbia Creativa che l’antica greco_arcaica possiede nel proprio io più intimo, sedimentata in un seno in cui il Femminino Passionale diviene forza iniziatrice, o Preistoria del Visibile, secondo quanto teorizzava P. Klee, in forme altamente nobili, prossime ad una singolare aristocrazia dell’immaginario.
Il contraltare della richiamata Superbia Creativa resta, a mio avviso,
Da queste considerazioni intorno alla problematica Sapphica, vista quale Maestra ideale della Superbia Creativa, e di chi possiede carica di Sofferenza Creatrice, mi è nata l’idea di coinvolgerTi_(Vi), nel progetto Mostra_Pubblicazione nei dintorni del Gesto Segnico generato dall’Utero fantasmagorico Sapphico_Ideativo.
A questo proposito dovresti, allo stato, inviarmi
Poetessa_Poeta, una Tua Lirica contenuta in un foglio A4 (per problemi di successiva impaginazione sono costretto a fornire limiti di lunghezza e me ne scuso in anticipo con Tutte_i Voi), e, se Fotografo, una immagine (B/N e/o a Colori) originale già stampata e un CD con la stessa immagine ad alta risoluzione in formato jp e a bassa risoluzione per eventuale uso web.
Non mi resta altro che segnalarTi che le Persone che ho invitato godono tutte della mia personale stima e che so già essere Donne e Uomini dotati di grande spessore umano e culturale e che lavoreranno con gusto elegante, coltissimo.
Maggiori informazioni su: www.robertomatarazzo.it
Presentato il rapporto a Montecitorio: 500 mila stupri compiuti o tentati e 900 mila ricatti sul lavoro. Bertinotti: «Partire dalla scuola»
MILANO - Dieci milioni di donne, fra i 14 e 59 anni, molestate sessualmente, 500 mila stupri compiuti o tentati e 900 mila ricatti sul luogo di lavoro. È spaventoso il rapporto illustrato a Montecitorio dalla direttrice generale dell'Istat, Linda Laura Sabbadini, alla Giornata parlamentare contro la violenza alle donne organizzata in vista della Giornata europea che ricorre il 25 novembre. «La crescita delle denunce non è necessariamente indice di crescita di violenza - ha sottolineato Sabbadini -. Le denunce possono aumentare perché le donne scelgono di denunciare di più rispetto al passato».
DATI E SOMMERSO - Ma, a suo avviso, non è ancora possibile fare una stima del sommerso. Un terzo delle donne non parla con nessuno dell'accaduto. A breve, l'Istat fornirà nuovi dati ma l'ultima rilevazione (del 2002) parla di oltre 3 milioni e mezzo di donne che hanno subito molestie fisiche, 4 milioni che denunciano atti di esibizionismo e altrettanti pedinamenti, quasi 4,5 milioni le telefonate oscene, 4,6 milioni le molestie verbali. Le molestie sessuali avvengono solitamente ad opera di estranei (58,2%), per la strada (19%), sui mezzi di trasporto pubblici (31,6%), sul posto di lavoro (12,1%), in pub o in discoteca (10,5%). Gli stupri e i tentati stupri sono commessi da estranei in assoluta minoranza (3,5%), più frequentemente da amici (23,8%), conoscenti (12,3%), fidanzati o ex fidanzati (17,4%), mariti o ex mariti (20,2%). Solo il 21% delle violenze sessuali avviene per strada e il 14% in auto; per il resto, a casa propria o di amici e parenti.
RICATTI SUL LAVORO - I 900 mila ricatti sessuali sul lavoro avvengono al momento dell'assunzione o per la carriera e si verificano - ha precisato Sabbadini - nei momenti in cui le donne si trovano più in difficoltà. Subiscono più ricatti le donne disoccupate, le lavoratrici indipendenti, le impiegate. Tuttavia, unica nota positiva, dal 1997 al 2002 le molestie fisiche sessuali e i tentati stupri sono diminuiti. Probabilmente, valuta l'Istat, per effetto dell'azione dei centri antiviolenza, per le novità legislative, per l'approccio al fenomeno da parte delle donne. La cerimonia a Montecitorio - dove è stato ricordato che le violenze è la causa di morte più frequente in Italia, in Europa e nel mondo per le donne fra i 15 e 44 anni - è stata organizzata dal Comitato per le pari opportunità della Camera, presente il presidente Fausto Bertinotti.
CONIUGE VIOLENTO - Fra le partecipanti, Maria Grazia Giammarinaro, esperta della Commissione europea sui temi della tratta, che ha sottolineato come l'attuazione della legge sull'allontanamento del coniuge violento «non è adeguatamente monitorata. È essenziale - ha osservato - che nella Finanziaria sia approvato il fondo per realizzare l'osservatorio sulla violenza domestica, da molti anni richiesto dalle associazioni di tutela delle donne vittime di violenza». L'esperta ha anche sollecitato interventi per una maggiore formazione su questo tema delle forze di polizia. Sylvie Matheron, avvocato dell'infanzia del Foro di Marsiglia, ha detto che in Francia ogni quattro giorni una donna muore per le percosse subite dal compagno. Ogni anno nel Paese ci sono circa 25 mila stupri; solo il 13% delle donne denuncia il fatto. Per Maura Misiti, ricercatrice del Cnr, «la violenza non può essere sconfitta se non diviene una priorità a tutti i livelli. La volontà politica si esprime attraverso leggi, piani nazionali di azione, allocazione di risorse in differenti settori di intervento dalla giustizia alle politiche sociali, ai servizi».
BERTINOTTI - La violenza contro le donne «è ben lungi dall'essere sconfitta e molto resta ancora da fare, soprattutto sul piano della maturazione di una nuova e più ampia consapevolezza della dimensione culturale, sociale e politica del problema» ha detto Bertinotti. Sottolineando la «crescente disposizione alla violenza delle giovani generazioni», Bertinotti ha chiesto che si intervenga «fin dalla scuola, nelle famiglie, in tutti i luoghi della formazione civile e sociale dei ragazzi, per prevenire inciviltà e degrado, per costruire nei giovani il rispetto e il riconoscimento della diversità, il rifiuto dell'intolleranza e della prevaricazione fisica, il controllo dell'emotività, superando lo squilibrio relazionale tra uomini e donne e i pregiudizi che alimentano discriminazioni e prevaricazioni a danno di queste ultime».
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Ricerca del World Economic Forum, realizzata da Hausmann e Tyson
Status delle donne, l'Italia è in ritardo
Siamo al 77° posto su 115 paesi. Solo Cipro è più indietro nell'Ue, ci superano anche molti paesi in via di sviluppo
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Se volete sapere chi, nel mondo, sta andando bene, chi così e così, chi decisamente male, la cosa può essere riassunta in questo modo: l'Italia tende al malaccio, i Paesi dell'Europa del Nord vanno bene come anche Germania e Gran Bretagna, quelli del Medio Oriente sono in guai seri e per il resto siamo su un pianeta sorprendente, dove per esempio le Filippine, ma non solo esse, avranno probabilmente un futuro molto migliore del presente. Lo si capisce da una classifica pubblicata oggi sullo status della condizione femminile in 115 Paesi che coprono il 90% della popolazione mondiale.
Ancora un volta, si tratta di una classifica, di quelle che fanno discutere e nella Penisola si tende a mettere sotto il tappeto. Ma che in questo caso è importante per almeno due ragioni. Prima di tutto, lo status delle donne nel mondo non è solo una questione di parità ma oggi può essere preso come un indice (certo non perfetto ma molto significativo) delle prospettive di un Paese: sia la loro partecipazione all'economia che alla politica sono infatti elementi chiave della crescita, sia nei Paesi avanzati sia in quelli in via di sviluppo. Detto diversamente: chi, nell'era della globalizzazione, non chiude il gap tra la condizione delle donne e quella degli uomini è destinato a soccombere. In secondo luogo, l'indice sul quale è costruita la classifica è piuttosto serio: pubblicato dal World Economic Forum, l'organizzazione famosa per il summit invernale di Daovs, è stato realizzato da due super economisti: Ricardo Hausmann, direttore del Centro sullo Sviluppo Internazionale della Harvard University, e Laura Tyson, che oggi è rettore della London Business School e fu la prima donna, con la presidenza di Bill Clinton, a dirigere il Consiglio economico della Casa Bianca.
Gli esperti hanno preso una serie di pubblicazioni e condotto indagini – il rapporto dettagliato si trova all'indirizzo web www.weforum.org/gendergap - per assegnare a ciascun Paese un punteggio in ciascuna di quattro aree: partecipazione e opportunità economica delle donne, cioè un'analisi dei salari, dei livelli di partecipazione al mondo del lavoro e del grado di accesso alle posizioni più qualificate; l'accesso all'educazione, sia quella di base che quella più elevata; l'influenza politica, cioè il grado di partecipazione alle strutture decisionali; le differenze tra uomo e donna in termini di salute e di aspettative di vita. I quattro indici, poi, sono stati riassunti in uno generale che è la base della classifica finale.
L'Italia ha un risultato disastroso: numero 77 su 115, ultima dell'Unione europea se non si considera Cipro, e superata da decine di Paesi in via di sviluppo. Nei quali, evidentemente, la condizione della donna è relativamente più vicina a quella dell'uomo che da noi. Nei quattro indicatori, il peggiore è quello della partecipazione delle donne italiane all'economia: siamo 87esimi. In questo campo, nessun Paese al mondo ha un indice uguale a uno, che significherebbe parità assoluta (mentre zero significa disuguaglianza assoluta) ma l'Italia si ferma a 0,5265, non arriva cioè alla sufficienza. Non è una sorpresa. E' invece piuttosto clamoroso, sempre nel campo della partecipazione al mondo del lavoro, il fatto che ai primi posti arrivino Paesi ad altissima emigrazione femminile come la Moldavia (seconda), le Filippine (quarta), la Giamaica (settima), la Tailandia (tredicesima): segno evidente che sono le donne, come in molti altri Paesi, a guidare l'emersione dalla povertà.
In termini di educazione, l'Italia non va male: 26esima con 0,997. Ci sono però 11 paesi al mondo che in questo settore hanno chiuso completamente il gap di genere, hanno cioè indice uno (tra essi Danimarca, Francia, Irlanda, Lussemburgo, Regno Unito – e ancora le Filippine). Nella Penisola, c'è ancora qualcosa da fare, insomma. Molto peggio, anche se non ce lo si aspetterebbe, quando si passa alla salute e alle aspettative di vita: l'Italia è nella posizione numero 77, lontana dai 34 Paesi che stanno al primo posto a pari punti (ci sono ancora la Moldavia, le Filippine e la Tailandia). L'accesso femminile al potere politico è il territorio in cui le cose vanno peggio in tutto il mondo. Nessuno guadagna una sufficienza piena: la Svezia - che è il Paese che arriva al numero uno in questa classifica come in quella generale – si ferma a 0,5501. Ma l'Italia è davvero in condizioni pessime: non tanto per il 72° posto ma per il punteggio, 0,0872, che è come non prendere nemmeno 1 in un compito in classe. Le Filippine, almeno, arrivano a 0,2695, che è il 16° posto.
Una classifica non per scandalizzarsi: questo lo si fa da decenni. Piuttosto per sapere che, con metà della popolazione ai margini, non si cresce e non si compete. Tanti Paesi, anche in modo sorprendente, l'hanno capito e probabilmente tra non molto se ne vedranno i risultati.
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L’Osservatorio Donna della Provincia di Milano promuove 4 incontri a tema sul diritto di famiglia aperti a tutta la cittadinanza che si svolgeranno a Bareggio e a Monza.
Presso il Centro Gea di Bareggio
Sabato 25 novembre
dalle 10 alle 12
L’affido condiviso alla luce della legge 8 febbraio 2006, n. 54
Sabato 2 dicembre
dalle 10 alle 12
Amministrazione di sostegno: nuovo strumento di tutela ai sensi della legge del 9 gennaio 2004, n. 6
Gli incontri si svolgeranno a Bareggio presso il Centro Polifunzionale di Via Morandi angolo Via Gallina.
Per informazioni:
Assistente Sociale Paola Mecozzi
tel. 02 90369234
assistenti.sociali@comune.bareggio.mi.it
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Presso lo Spazio Donna di Monza e Brianza
Mercoledì 13 Dicembre
dalle 12 alle 14
Separazione e Divorzio
Lunedì 18 Dicembre
dalle 12 alle 14
Affido Condiviso
Gli incontri si svolgeranno a Monza presso la sede dell’Assessorato di Monza e Brianza di Via Cambiagli, 8
Per informazioni:
Wilma Cortese
Tel. 039 2358773
w.cortese@provincia.milano.it
Il 25 novembre è la "Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne" secondo quanto deciso dall'Onu. Per quella sera Usciamo dal silenzio ha organizzato una sera di festa, di lotta, di socialità, di musica e di teatro invitando le donne di Milano ad uscire dalle case per riprendersi la notte, la vita, la città. La festa si svolgerà a partire dalle 20,30 alla Stazione Centrale, che abbiamo scelto come luogo-simbolo, una delle tante zone della città considerate interdette e pericolose per le donne. Noi vogliamo riprenderci anche la stazione e per una sera trasformarla in un luogo di vita, un luogo che non faccia paura alle donne."Usciamo ...la notte", si chiamerà la manifestazione, e non tanto per ricordare quel bellissimo "la notte ci piace vogliamo uscire in pace" del femminismo anni '70 (sono cambiate troppe cose), ma per avere con noi anche tante giovani. Vogliamo dimostrare a tutti che le donne non hanno paura, che non vogliono essere, non si sentono vittime per sempre. Lo diranno le magliette che stiamo preparando e che vorremmo fossero indossate da tutte le donne per quella sera. Lo dice soprattutto il documento-lettera aperta che Usciamo dal silenzio ha scritto e inviato a tutte le cariche Istituzionali, Presidente della Repubblica, Presidenti di Senato e Camera, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Ministri, ai Gruppi Parlamentari nonchè ai rappresentanti del governo locale, sulla questione della violenza alle donne. Il documento, esprime, tra l'altro, la richiesta di assunzione politica e pubblica del tema della violenza e formula le proposte di intervento.
Approvato il bando per l'assegnazione di contributi regionali a sostegno delle nuove attività professionali femminili nel territorio lombardo
PER L'ASSEGNAZIONE DI CONTRIBUTI REGIONALI ANNO
Le domande di contributo possono essere presentate dal 14 novembre 2006 fino al 13 dicembre 2006.
Per informazioni e redazione della modulistica e dei business plan rivolgersi a
Sportello Donna BIC Pavia
tel 0382 24752 per un appuntamento
La sentenza di un tribunale saudita che ha applicato alla lettera
HAIL (Arabia Saudita) - Una vedova saudita, sei anni dopo la morte del marito, partorisce un figlio. Non essendo sposata, la donna ha «portato avanti una gravidanza illegittima»: per
CONDANNA SCONTATA - La condanna era secondo molti scontata viste le rigide prescrizioni della legge islamica. Così scontata che persino la donna ha deciso di non presentare ricorso e di riconoscere il peccato, perché - da quanto si legge sul quotidiano Al Watan - desidera «purificarsi l’anima e conquistare il paradiso».
SENZA «TUTORE» - Il grave torto della donna, secondo i dettami dell’Islam, sta nell’aver avuto rapporti sessuali senza matrimonio con il partner. La donna, anche volendo, non avrebbe potuto sposarsi, semplicemente perché non aveva un "tutore" che potesse firmare per lei il contratto di matrimonio. Infatti per
FIGLI IN RIFORMATORIO - La donna, oltre al figlio illegittimo, ha altri tre figli dal defunto marito ed avrebbe acquisito la cittadinanza saudita da 18 anni. Il quotidiano saudita riferisce citando gli abitanti del suo quartiere che «dopo la morte del marito viveva in condizioni misere in una capanna di fango presso una moschea, offertele da un benefattore». I quattro figli sono stati accolti in un riformatorio.