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WEB USATO PER MANDARE EMAIL, 94% HA TV E IL 50% IL DVD
Pari opportunita' per le nuove tecnologie. Navigare su internet non e' piu' terreno esclusivamente maschile, tutt'altro. E' stata raggiunta la parita' fra bambini e bambine mentre fra le teen ager, fra 15-19 anni, c'e' stato il sorpasso. Lo rileva l'Istat nell'indagine sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle famiglie italiane. 'Si puo' parlare di una vero e proprio cambio generazionale - ha commentato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell' Istat - le attuali ragazze stanno investendo in tutti i campi anche in quelli che tradizionalmente erano appannaggio dei maschi, e fra questi ci sono le nuove tecnologie'. In due anni, in generale, l'uso del pc e' cresciuto di circa il 2% mentre l'uso di Internet di circa il 4%. Se, per quest' ultimo, in eta' avanzata la differenza fra i sessi e' rilevante (fino a 10 punti percentuale), si registra quasi un pareggio nella fascia 11-14 anni (maschi 49,7%, femmine 46,3%). Ed addirittura un sorpasso delle femmine piu' avanti: 68,8% contro 65,6% fra i 15-17 anni, 70,4% contro il 66,8% fra i 18 e 19 anni. Inoltre, fra coloro che hanno seguito corsi per l'utilizzo del pc, sono ancora le donne a spiccare rispetto agli uomini (42,4% contro 35,7%).
- USO INTERNET SEGNA DIFFERENZE SOCIALI. Usano il pc e internet gli studenti (87,3% maschi, 79,9% femmine), seguiti dagli occupati (58,7%, 51%). All'ultimo posto le casalinghe (10,7% e 7,5%) e i ritirati dal lavoro (9,3% e 6,5%).
- INTERNET SERVE PER MANDARE E-MAIL. E' la prima attivita' svolta con questo mezzo (76,4% contro il 74,6% del 2005). Segue la ricerca di informazioni (64,9%). - CONTATTI ANCHE CON PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Il 37,4% degli utenti di Internet usa il web per avere informazioni, il 26,8% per scaricare moduli e il 12,6% per spedire moduli compilati. Si tratta di comportamenti piu' diffusi al nord (il 20,4% contro il 17,1% del sud).
- TELEVISORE SEMPRE PRESENTE IN CASA. Si conferma come bene piu' presente in famiglia, 93,9%. Ha il cellulare l'82,3%; seguono il videoregistratore (63%), il lettore Dvd (50,7%), il pc (46,1%) e l'accesso ad Internet (35,6%). Il 25% possiede un'antenna parabolica, il 15,2% il decoder digitale terrestre ed appena il 3,9% la tv via cavo. Il televisore digitale e' ancora per pochi (5,2%), prevale ancora quella analogica (87,8%). - FAMIGLIE TECNOLOGICHE QUELLE CON FIGLI. Il 69,7% di queste possiede un pc e il 51,8% accede ad internet. Sono invece praticamente esclusi i nuclei con anziani soli che possiedono per lo piu' tv e cellulare; mentre appena il 5,5% di esse possiede il pc, il 2,8% accede ad Internet. - DIFFERENZE SOCIALI E TERRITORIALI NELL'ACCESSO AI BENI. Sono favorite le famiglie con capofamiglia dirigente o libero professionista (il possesso del cellulare, 96,3%, in questo caso supera quello del televisore, 94,5%).
Rispetto ai nuclei con a capo un operaio o un non occupato, ci sono quasi 30 punti percentuale. Svantaggiate anche le famiglie del sud rispetto a quelle del nord. - ITALIA IN RITARDO NELL'UE. Il nostro paese si colloca al 40% rispetto da una media del 52% per possesso di internet a casa. - AUMENTA ACQUISTO ONLINE. E' un comportamento del 20,6%. Si comprano viaggi e soggiorni (35,8%), libri e giornali (28,7%), film e musica (23,5%), biglietti per spettacoli (18,4%). - QUASI TUTTI SANNO USARE MOTORE DI RICERCA. Lo sa fare il 93,5%. L'85,9% sa spedire mail con allegati. Oltre la meta' degli utenti sa inviare messaggi a chat o newsgroup.
Il meccanismo è in vigore in 17 fra i 20 Paesi del mondo che contano più esponenti femminili in Parlamento Rapporto 2007: le donne in politica garantiscono leggi a favore di famiglie e bambini
ROMA - Le quote rosa funzionano. Sono un «sistema di provata efficacia per garantire la partecipazione delle donne alla vita politica». E più donne in politica, nei parlamenti, significa più leggi a favore delle donne ma anche dei bambini e delle famiglie. Il rapporto dell'Unicef sulla condizione dell'infanzia nel mondo del 2007 parla di donne, prima ancora di parlare di minori. Perché, ha spiegato il direttore generale dell'Unicef, Ann Veneman, «quando si rafforza il ruolo delle donne, in modo che possano condurre una vita piena e produttiva, i bambini e le famiglie prosperano». Perché, ha ribadito il presidente di Unicef Italia Antonio Sclavi, donne e quindi madri più sane, istruite, libere, uguali, in grado di decidere per sé e per i propri figli, vuol dire anche figli più sani, istruiti, sereni e sicuri di sé.
IN POLITICA - Quello della partecipazione alla vita politica è il nodo. Dei 20 Paesi al mondo con il maggior numero di donne in Parlamento, 17 hanno un sistema di quote. In Argentina, Francia, Russia e Ruanda, Paesi tra loro molto diversi, le parlamentari hanno fatto approvare leggi in favore dell'infanzia. Il Ruanda, proprio grazie alle quote rosa è salito dal 24?posto nella classifica mondiale della partecipazione femminile alla politica del 1995 al 1° posto del 2003. Un ragionamento analogo vale per Argentina, Burundi, Costa Rica, Iraq, Mozambico, Sud Africa e Afghanistan. ANCORA DISCRIMINAZIONI - Nonostante questo le donne
continuano a subire discriminazioni. Al luglio 2006 costituivano meno del 17 per cento di tutti i parlamentari nel mondo (e l'Italia è al di sotto della media, con un 15 per cento). In pratica il rapporto è di 1 a 6. Di questo passo, lentissimo, è scritto nel rapporto Unicef, alla parità di genere nei parlamenti nazionali non si arriverà prima del 2068. Una questione anche di cultura: oltre il 50 per cento delle persone intervistate secondo un campione di paesi di Asia orientale e Pacifico, Asia meridionale e Africa sub-sahariana, pensa che gli uomini siano più adatti delle donne a fare attività politica.
«Noi donne siamo poco ambiziose - ha osservato il ministro delle politiche per la Famiglia Rosy Bindi -. Ma non è vero che siamo poco solidali, se fossimo di più saremmo più solidali. Gli uomini lo sono perché si spartiscono il potere».
Il governo, secondo il ministro, deve fare la sua parte ma anche le donne devono fare la loro. «Auspico più padri in famiglia e più donne al lavoro e in politica», ha detto Bindi. Punta a un'«alleanza sui diritti delle donne e dei bambini» la presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, la diessina Anna Serafini. «È davvero molto difficile per le donne fare politica - conferma -. Ognuno ha la sua croce. Ma non lasciamoci intimidire, andiamo avanti».
BAMBINI PIÙ SICURI - Mamme più emancipate fanno bambini più sicuri. E con una prospettiva di futuro migliore. Sembra un'ovvietà ma l'Unicef lo ribadisce perché in molti Paesi del mondo continua a succedere il contrario. Oltre 115 milioni di bambini non è mai andato a scuola. Per ogni 100 maschi, le bambine non alfabetizzate sono 115. Ogni minuto muore di parto una donna: il 99 per cento nei Paesi in via di sviluppo. In 10 paesi in via di sviluppo su 30 analizzati più del 50 per cento delle donne, mogli, madri, non decide nulla in famiglia. Anche per portare il figlio dal medico devono chiedere il consenso al marito o al suocero. I figli di madri non istruite hanno il doppio delle probabilità di non andare a scuola.
MONTALCINI FRA I PRESIDENTI ONORARI - A sorpresa, qualche settimana prima di quanto si pensasse, il presidente del Consiglio Romano Prodi ha firmato il decreto che rinnova il Comitato nazionale di bioetica, sfrondato da ben 17 componenti e guidato da un cattolico, l'ex Presidente della Corte costituzionale e attuale Presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Francesco Paolo Casavola. La sensibile riduzione del numero dei componenti e la quasi raggiunta par condicio delle nomine (14 donne su 35) sono gli elementi che caratterizzano la nuova struttura che rappresenta le varie anime laiche e religiose (cattoliche ma anche ebraiche con la presenza di Riccardo Di Segni, Rabbino capo di Roma) del mondo dei bioeticisti. Il Comitato sara' composto da 35 membri (erano 52) di cui 14 donne, piu' i 5 Presidenti onorari. Questi, oltre al Presidente, i nomi dei componenti il nuovo organismo: Salvatore Amato, Luisella Battaglia, Stefano Canestrari, Cinzia Caporale, Elena Cattaneo, Mauro Ceruti, Isabella Maria Coghi, Roberto Colombo, Gilberto Corbellini, Bruno Dallapiccola, Antonio Da Re, Lorenzo d Avack, Maria Luisa Di Pietro, Riccardo Di Segni, Emma Fattorini, Carlo Flamigni, Romano Forleo, Silvio Garattini, Marianna Gensabella, Laura Guidoni, Aldo Isidori, Claudia Mancina, Luca Marini, Assunta Morresi, Demetrio Neri, Andrea Nicolussi, Laura Palazzani, Alberto Piazza, Vittorio Possenti, Rodolfo Proietti, Lucetta Scaraffia, Monica Toraldo Di Francia, Giancarlo Umani, Ronchi Grazia Zuffa. I Presidenti onorari vedono Giovanni Berlinguer, Adriano Bompiani, Francesco D'Agostino, Adriano Ossicini, Rita Levi Montalcini. I Vicepresidenti verranno indicati tra i membri del Comitato.
La notizia della sua nomina a presidente del comitato di Bioetica ha colpo impreparato Casavola. 'Davvero? Non lo sapevo. Ma e' successa la stessa cosa per tutte le nomine della mia vita, compresa quella di presidente della Corte Costituzionale' ha detto risponde al telefono pochi minuti dopo che Palazzo Chigi ha reso nota la decisione. 'E' un compito di una gravita' straordinaria - ha detto - perche' i problemi della bioetica sono moltissimi e delicati'. Nessuna anticipazione sugli argomenti da mettere nell'agenda dei lavori: 'Compito del presidente e' quello di ascoltare'. Lasciando cosi' intendere che potrebbe riproporre l'impostazione delle presidenze della Corte Costituzionale dove il giudice che siede sullo scranno piu' alto e' 'primus inter pares'. Durante i suoi 9 anni alla Corte Costituzionale il cattolico Casavola ha scritto importanti sentenze sull'ora di religione che riaffermano il principio della laicita' dello stato, collocano l'insegnamento religioso tra i compiti della scuola e lasciano pero' alla coscienza dei singoli la scelta se avvalersene o meno. 'E' un fatto molto importante - ha pero' anche detto commentato l'ampia presenza di donne - che potra' aiutare nell'analisi dei problemi della bioetica'. La nomina e' piaciuta alla senatrice della Margherita Paola Binetti: 'Sono certa che il presidente Casavola sapra' interpretare le nuove esigenze che in modo sempre piu' incalzate si impongono e penso al tema dell'eutanasia su cui l'anno scorso il precedente Comitato ha fornito eccellente documento'. 'La nomina di Casavola apporta senza dubbio al neocomitato nazionale di bioetica il suo alto prestigio internazionale, tuttavia ancora una volta e' prevalsa una pregiudiziale a favore di un esponente cattolico, quasi a ribadire una sorta di diritto esclusivo che non e' in se' giustificato, ha invece commentato il vicepresidente del gruppo della Rosa nel Pugno alla Camera, Lanfranco Turci.
Venerdì 15 dicembre, ore17. 30, presso lo Spazio Guicciardini, via M. Melloni, 3 Milano
Nel 2007, anno europeo delle pari opportunità, l’Associazione Fiorella Ghilardotti propone di concentrare il suo impegno sul diritto di chi non ha diritti e non sa di avere diritti.
Ne parlano:
Marilena Adamo, Presidente dell’Associazione.
Presentazione dell’Associazione e proposte per l’anno 2007.
Fiorenzo De Molli, della Casa della Carità.
I rom: non solo problema ma soggetti di diritti e di doveri.
Graziella Favaro, Pedagogista
Diritti fragili: le ragazze e i ragazzi immigrati nella scuola.
Manuela Piloni, Assessora al Lavoro della Provincia di Cremona.
L’adesione e le iniziative della Provincia di Cremona.
In questa occasione si potrà aderire all’Associazione per l’anno 2007.
Quota minima: 50 euro.
Dallo Statuto:
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In particolare l’Associazione si propone di :
Per il conseguimento degli scopi sociali l’associazione potrà promuovere e realizzare:
L’associazione sviluppa la propria attività sia in ambito locale che nazionale che sopranazionale.
Lunedì 11 dicembre, alle ore 14:30, si terrà presso l'Università di Milano-Bicocca (aula Pagani, Edificio U7, terzo piano)
PARLARE DI VIOLENZA ALLE DONNE
FUORI DAGLI STEREOTIPI
Partecipano alla tavola rotonda:
Sandro Bellassai, Università degli Studi di Bologna - gruppo Maschileplurale
Elisabetta Camussi, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Stefano Ciccone, Università degli Studi di Roma Tor Vergata – gruppo Maschileplurale
Alberto Giasanti, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Marisa Guarneri, Casa delle donne maltrattate – Milano
Marita Rampazi, Università degli Studi di Pavia
Francesca Zajczyk, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Coordina
Carmen Leccardi, Università degli Studi di Milano-Bicocca
ABCD - Ateneo Bicocca Coordinamento Donne
Laboratorio su Genere, Culture e Mutamento Sociale
prendiamo la parola donne e uomini
intervengono
MARCO DERIU
ALESSANDRA KUSTERMANN
GAD LERNER
BARBARA MAPELLI
LEA MELANDRI
ALVISE ORLANDINI
CARMEN LECCARDI
I dati presentati dall'Osservatorio sul turismo procreativo
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Inseminazione artificiale
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