Amiche di Abcd
martedì, 19 dicembre 2006

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO DALLE DONNE DI AMICHE DI ABCD

L'attività del sito riprenderà dopo le Feste

AUGURI A TUTTI!

postato da: amichediabcd alle ore 11:48 | link | commenti (2)
categorie:

ISTAT:INTERNET E FAMIGLIA,SORPASSO 'ROSA' FRA TEEN AGER - Ansa, 18 dicembre 2006

WEB USATO PER MANDARE EMAIL, 94% HA TV E IL 50% IL DVD

Pari opportunita' per le nuove tecnologie. Navigare su internet non e' piu' terreno esclusivamente maschile, tutt'altro. E' stata raggiunta la parita' fra bambini e bambine mentre fra le teen ager, fra 15-19 anni, c'e' stato il sorpasso. Lo rileva l'Istat nell'indagine sulle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nelle famiglie italiane. 'Si puo' parlare di una vero e proprio cambio generazionale - ha commentato Linda Laura Sabbadini, direttore centrale dell' Istat - le attuali ragazze stanno investendo in tutti i campi anche in quelli che tradizionalmente erano appannaggio dei maschi, e fra questi ci sono le nuove tecnologie'. In due anni, in generale, l'uso del pc e' cresciuto di circa il 2% mentre l'uso di Internet di circa il 4%. Se, per quest' ultimo, in eta' avanzata la differenza fra i sessi e' rilevante (fino a 10 punti percentuale), si registra quasi un pareggio nella fascia 11-14 anni (maschi 49,7%, femmine 46,3%). Ed addirittura un sorpasso delle femmine piu' avanti: 68,8% contro 65,6% fra i 15-17 anni, 70,4% contro il 66,8% fra i 18 e 19 anni. Inoltre, fra coloro che hanno seguito corsi per l'utilizzo del pc, sono ancora le donne a spiccare rispetto agli uomini (42,4% contro 35,7%).
- USO INTERNET SEGNA DIFFERENZE SOCIALI. Usano il pc e internet gli studenti (87,3% maschi, 79,9% femmine), seguiti dagli occupati (58,7%, 51%). All'ultimo posto le casalinghe (10,7% e 7,5%) e i ritirati dal lavoro (9,3% e 6,5%).
- INTERNET SERVE PER MANDARE E-MAIL. E' la prima attivita' svolta con questo mezzo (76,4% contro il 74,6% del 2005). Segue la ricerca di informazioni (64,9%). - CONTATTI ANCHE CON PUBBLICA AMMINISTRAZIONE. Il 37,4% degli utenti di Internet usa il web per avere informazioni, il 26,8% per scaricare moduli e il 12,6% per spedire moduli compilati. Si tratta di comportamenti piu' diffusi al nord (il 20,4% contro il 17,1% del sud).
- TELEVISORE SEMPRE PRESENTE IN CASA. Si conferma come bene piu' presente in famiglia, 93,9%. Ha il cellulare l'82,3%; seguono il videoregistratore (63%), il lettore Dvd (50,7%), il pc (46,1%) e l'accesso ad Internet (35,6%). Il 25% possiede un'antenna parabolica, il 15,2% il decoder digitale terrestre ed appena il 3,9% la tv via cavo. Il televisore digitale e' ancora per pochi (5,2%), prevale ancora quella analogica (87,8%). - FAMIGLIE TECNOLOGICHE QUELLE CON FIGLI. Il 69,7% di queste possiede un pc e il 51,8% accede ad internet. Sono invece praticamente esclusi i nuclei con anziani soli che possiedono per lo piu' tv e cellulare; mentre appena il 5,5% di esse possiede il pc, il 2,8% accede ad Internet. - DIFFERENZE SOCIALI E TERRITORIALI NELL'ACCESSO AI BENI. Sono favorite le famiglie con capofamiglia dirigente o libero professionista (il possesso del cellulare, 96,3%, in questo caso supera quello del televisore, 94,5%).
Rispetto ai nuclei con a capo un operaio o un non occupato, ci sono quasi 30 punti percentuale. Svantaggiate anche le famiglie del sud rispetto a quelle del nord. - ITALIA IN RITARDO NELL'UE. Il nostro paese si colloca al 40% rispetto da una media del 52% per possesso di internet a casa. - AUMENTA ACQUISTO ONLINE. E' un comportamento del 20,6%. Si comprano viaggi e soggiorni (35,8%), libri e giornali (28,7%), film e musica (23,5%), biglietti per spettacoli (18,4%). - QUASI TUTTI SANNO USARE MOTORE DI RICERCA. Lo sa fare il 93,5%. L'85,9% sa spedire mail con allegati. Oltre la meta' degli utenti sa inviare messaggi a chat o newsgroup.  

postato da: amichediabcd alle ore 11:47 | link | commenti
categorie:

UNICEF: QUOTE ROSA O PARITÀ SOLO NEL 2068 – di Mariolina Iossa ,da il “Corriere della Sera” del 12 dicembre 2006

Il meccanismo è in vigore in 17 fra i 20 Paesi del mondo che contano più esponenti femminili in Parlamento Rapporto 2007: le donne in politica garantiscono leggi a favore di famiglie e bambini

ROMA - Le quote rosa funzionano. Sono un «sistema di provata efficacia per garantire la partecipazione delle donne alla vita politica». E più donne in politica, nei parlamenti, significa più leggi a favore delle donne ma anche dei bambini e delle famiglie. Il rapporto dell'Unicef sulla condizione dell'infanzia nel mondo del 2007 parla di donne, prima ancora di parlare di minori. Perché, ha spiegato il direttore generale dell'Unicef, Ann Veneman, «quando si rafforza il ruolo delle donne, in modo che possano condurre una vita piena e produttiva, i bambini e le famiglie prosperano». Perché, ha ribadito il presidente di Unicef Italia Antonio Sclavi, donne e quindi madri più sane, istruite, libere, uguali, in grado di decidere per sé e per i propri figli, vuol dire anche figli più sani, istruiti, sereni e sicuri di sé.

IN POLITICA - Quello della partecipazione alla vita politica è il nodo. Dei 20 Paesi al mondo con il maggior numero di donne in Parlamento, 17 hanno un sistema di quote. In Argentina, Francia, Russia e Ruanda, Paesi tra loro molto diversi, le parlamentari hanno fatto approvare leggi in favore dell'infanzia. Il Ruanda, proprio grazie alle quote rosa è salito dal 24?posto nella classifica mondiale della partecipazione femminile alla politica del 1995 al 1° posto del 2003. Un ragionamento analogo vale per Argentina, Burundi, Costa Rica, Iraq, Mozambico, Sud Africa e Afghanistan. ANCORA DISCRIMINAZIONI - Nonostante questo le donne
continuano a subire discriminazioni. Al luglio 2006 costituivano meno del 17 per cento di tutti i parlamentari nel mondo (e l'Italia è al di sotto della media, con un 15 per cento). In pratica il rapporto è di 1 a 6. Di questo passo, lentissimo, è scritto nel rapporto Unicef, alla parità di genere nei parlamenti nazionali non si arriverà prima del 2068. Una questione anche di cultura: oltre il 50 per cento delle persone intervistate secondo un campione di paesi di Asia orientale e Pacifico, Asia meridionale e Africa sub-sahariana, pensa che gli uomini siano più adatti delle donne a fare attività politica.
«Noi donne siamo poco ambiziose - ha osservato il ministro delle politiche per la Famiglia Rosy Bindi -. Ma non è vero che siamo poco solidali, se fossimo di più saremmo più solidali. Gli uomini lo sono perché si spartiscono il potere».
Il governo, secondo il ministro, deve fare la sua parte ma anche le donne devono fare la loro. «Auspico più padri in famiglia e più donne al lavoro e in politica», ha detto Bindi. Punta a un'«alleanza sui diritti delle donne e dei bambini» la presidente della Commissione bicamerale per l'infanzia, la diessina Anna Serafini. «È davvero molto difficile per le donne fare politica - conferma -. Ognuno ha la sua croce. Ma non lasciamoci intimidire, andiamo avanti».
BAMBINI PIÙ SICURI - Mamme più emancipate fanno bambini più sicuri. E con una prospettiva di futuro migliore. Sembra un'ovvietà ma l'Unicef lo ribadisce perché in molti Paesi del mondo continua a succedere il contrario. Oltre 115 milioni di bambini non è mai andato a scuola. Per ogni 100 maschi, le bambine non alfabetizzate sono 115. Ogni minuto muore di parto una donna: il 99 per cento nei Paesi in via di sviluppo. In 10 paesi in via di sviluppo su 30 analizzati più del 50 per cento delle donne, mogli, madri, non decide nulla in famiglia. Anche per portare il figlio dal medico devono chiedere il consenso al marito o al suocero. I figli di madri non istruite hanno il doppio delle probabilità di non andare a scuola.

postato da: amichediabcd alle ore 10:28 | link | commenti
categorie:
lunedì, 11 dicembre 2006

BIOETICA:NOMINATO COMITATO,A CAPO CASAVOLA E PIU' DONNE - Ansa, 7 dicembre 2006

MONTALCINI FRA I PRESIDENTI ONORARI - A sorpresa, qualche settimana prima di quanto si pensasse, il presidente del Consiglio Romano Prodi ha firmato il decreto che rinnova il Comitato nazionale di bioetica, sfrondato da ben 17 componenti e guidato da un cattolico, l'ex Presidente della Corte costituzionale e attuale Presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, Francesco Paolo Casavola. La sensibile riduzione del numero dei componenti e la quasi raggiunta par condicio delle nomine (14 donne su 35) sono gli elementi che caratterizzano la nuova struttura che rappresenta le varie anime laiche e religiose (cattoliche ma anche ebraiche con la presenza di Riccardo Di Segni, Rabbino capo di Roma) del mondo dei bioeticisti. Il Comitato sara' composto da 35 membri (erano 52) di cui 14 donne, piu' i 5 Presidenti onorari. Questi, oltre al Presidente, i nomi dei componenti il nuovo organismo: Salvatore Amato, Luisella Battaglia, Stefano Canestrari, Cinzia Caporale, Elena Cattaneo, Mauro Ceruti, Isabella Maria Coghi, Roberto Colombo, Gilberto Corbellini, Bruno Dallapiccola, Antonio Da Re, Lorenzo d Avack, Maria Luisa Di Pietro, Riccardo Di Segni, Emma Fattorini, Carlo Flamigni, Romano Forleo, Silvio Garattini, Marianna Gensabella, Laura Guidoni, Aldo Isidori, Claudia Mancina, Luca Marini, Assunta Morresi, Demetrio Neri, Andrea Nicolussi, Laura Palazzani, Alberto Piazza, Vittorio Possenti, Rodolfo Proietti, Lucetta Scaraffia, Monica Toraldo Di Francia, Giancarlo Umani, Ronchi Grazia Zuffa. I Presidenti onorari vedono Giovanni Berlinguer, Adriano Bompiani, Francesco D'Agostino, Adriano Ossicini, Rita Levi Montalcini. I Vicepresidenti verranno indicati tra i membri del Comitato.
La notizia della sua nomina a presidente del comitato di Bioetica ha colpo impreparato Casavola. 'Davvero? Non lo sapevo. Ma e' successa la stessa cosa per tutte le nomine della mia vita, compresa quella di presidente della Corte Costituzionale' ha detto risponde al telefono pochi minuti dopo che Palazzo Chigi ha reso nota la decisione. 'E' un compito di una gravita' straordinaria - ha detto - perche' i problemi della bioetica sono moltissimi e delicati'. Nessuna anticipazione sugli argomenti da mettere nell'agenda dei lavori: 'Compito del presidente e' quello di ascoltare'. Lasciando cosi' intendere che potrebbe riproporre l'impostazione delle presidenze della Corte Costituzionale dove il giudice che siede sullo scranno piu' alto e' 'primus inter pares'. Durante i suoi 9 anni alla Corte Costituzionale il cattolico Casavola ha scritto importanti sentenze sull'ora di religione che riaffermano il principio della laicita' dello stato, collocano l'insegnamento religioso tra i compiti della scuola e lasciano pero' alla coscienza dei singoli la scelta se avvalersene o meno. 'E' un fatto molto importante - ha pero' anche detto commentato l'ampia presenza di donne - che potra' aiutare nell'analisi dei problemi della bioetica'. La nomina e' piaciuta alla senatrice della Margherita Paola Binetti: 'Sono certa che il presidente Casavola sapra' interpretare le nuove esigenze che in modo sempre piu' incalzate si impongono e penso al tema dell'eutanasia su cui l'anno scorso il precedente Comitato ha fornito eccellente documento'. 'La nomina di Casavola apporta senza dubbio al neocomitato nazionale di bioetica il suo alto prestigio internazionale, tuttavia ancora una volta e' prevalsa una pregiudiziale a favore di un esponente cattolico, quasi a ribadire una sorta di diritto esclusivo che non e' in se' giustificato, ha invece commentato il vicepresidente del gruppo della Rosa nel Pugno alla Camera, Lanfranco Turci.

postato da: amichediabcd alle ore 14:05 | link | commenti (2)
categorie:

PRESENTAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE “FIORELLA GHILARDOTTI” - Milano, venerdì 15 dicembre

Venerdì 15 dicembre, ore17. 30, presso lo Spazio Guicciardini, via M. Melloni, 3  Milano

  

Nel 2007, anno europeo delle pari opportunità, l’Associazione Fiorella Ghilardotti propone di concentrare il suo impegno sul diritto di chi non ha diritti e non sa di avere diritti.

Ne parlano:

 

Marilena Adamo, Presidente dell’Associazione.

Presentazione dell’Associazione e  proposte per l’anno 2007.

 

Fiorenzo De Molli, della Casa della Carità.

I rom: non solo problema ma soggetti di diritti e di doveri.

 

Graziella Favaro, Pedagogista

Diritti fragili: le ragazze e i ragazzi immigrati nella scuola.

 

Manuela Piloni, Assessora al Lavoro  della Provincia di Cremona.

L’adesione e le iniziative della Provincia di Cremona.

 

In questa occasione si potrà aderire all’Associazione per l’anno 2007.

Quota minima: 50 euro.

 

 

Dallo Statuto:

………………………………………………………………………………………………………………………………

In particolare l’Associazione si propone di :

  • Organizzare occasioni di confronto e dibattito sulla multiculturalità con particolare riguardo alla prevenzione dell’esclusione sociale e del razzismo
  • Progettare e realizzare azioni di contrasto dell’emarginazione in particolare per le donne e i bambini
  • Valorizzare il contesto europeo con l’obiettivo di creare “un’identità plurale” che favorisca la convivenza delle differenze di genere,di cultura,di lingua
  • Promuovere e/o realizzare tutti gli interventi atti a tutelare i diritti fondamentali alla salute,alla casa,alla legalità,alla cittadinanza,al lavoro.

 

Per il conseguimento degli scopi sociali l’associazione potrà promuovere e realizzare:

 

  • Azioni di informazione e sensibilizzazione attraverso seminari,convegni,etc.
  • Azioni di formazione e orientamento
  • Pubblicazioni
  • Interventi,anche in collaborazione con altri soggetti pubblici e privati,finalizzati alla attuazione di progetti rivolti alle fasce socialmente più deboli
  • Promozione di borse di studio,tesi,ricerche,etc.

 

L’associazione sviluppa la propria attività sia in ambito locale che nazionale che sopranazionale. 

postato da: amichediabcd alle ore 14:02 | link | commenti
categorie: iniziative
martedì, 05 dicembre 2006

PARLARE DI VIOLENZA ALLE DONNE - Lunedì 11 dicembre 2006

Lunedì 11 dicembre, alle ore 14:30, si terrà presso l'Università di Milano-Bicocca (aula Pagani, Edificio U7, terzo piano) 
 

PARLARE DI VIOLENZA ALLE DONNE
FUORI DAGLI STEREOTIPI
 
Partecipano alla tavola rotonda:
Sandro Bellassai, Università degli Studi di Bologna - gruppo Maschileplurale
Elisabetta Camussi, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Stefano Ciccone, Università degli Studi di Roma Tor Vergata – gruppo Maschileplurale
Alberto Giasanti, Università degli Studi di Milano-Bicocca
Marisa Guarneri, Casa delle donne maltrattate – Milano
Marita Rampazi, Università degli Studi di Pavia
Francesca Zajczyk, Università degli Studi di Milano-Bicocca

 
Coordina
Carmen Leccardi, Università degli Studi di Milano-Bicocca

postato da: amichediabcd alle ore 16:26 | link | commenti (1)
categorie: iniziative

LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE RIGUARDA TUTTI - Milano, 12 dicembre 2006

 

 

 ABCD - Ateneo Bicocca Coordinamento Donne

Laboratorio su Genere, Culture e Mutamento Sociale

 

 martedì 12 dicembre 2006 ore 21.00

 

 

 La violenza contro le donne riguarda tutti:

prendiamo la parola donne e uomini

 

 

intervengono

MARCO DERIU

ALESSANDRA KUSTERMANN

GAD LERNER

BARBARA MAPELLI

LEA MELANDRI

ALVISE ORLANDINI

 

 coordina

CARMEN LECCARDI

postato da: amichediabcd alle ore 16:10 | link | commenti
categorie:
venerdì, 01 dicembre 2006

BIMBI IN PROVETTA. BOOM DOPO LA LEGGE 40 - da il Corriere della Sera del 30 novembre 2006

 I dati presentati dall'Osservatorio sul turismo procreativo

Quadruplicato il numero delle coppie italiane infertili che vanno all'estero. La Spagna è la meta principale
Inseminazione artificiale
Vanno soprattutto in Spagna, perché lì ci sono strutture organizzate con tanto di interpreti al servizio dei pazienti, medici italiani o bilingue. Oppure scelgono il Belgio o la Svizzera. Il dato certo è che negli ultimi tre anni i viaggi delle coppie italiane infertili all'estero in cerca di un bambino «in provetta» si sono quadruplicati, passando da 1.066 a 4.173. Questi i dati presentati a Roma dall'Osservatorio sul turismo procreativo, che hanno confrontato la situazione precedente all'approvazione della legge 40 sulla fecondazione artificiale e quella attuale. Nei 27 centri di 10 Paesi considerati nell'indagine si è rilevato «un aumento significativo della presenza di italiani», afferma Andrea Borini, presidente dell'Osservatorio e dei Cecos (Centro Studi e Conservazione Ovociti e Sperma Umani) Italia.

METE - La Spagna, come detto, è la meta più ambita: ai centri spagnoli che si rivolgono ormai oltre 1.300 coppie italiane infertili, incoraggiate da una rete di servizi sempre più efficiente, completa di interpreti e di medici che parlano italiano, e attratte dalla legislazione, che ammette la donazione di ovociti e spermatozoi e alla possibilità di praticare la diagnosi genetica pre-impianto. Numerose anche le coppie che vanno in Belgio (775) e in Svizzera (740). Alti costi e difficoltà linguistiche ostacolano, invece, il turismo procreativo verso la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. In aumento anche l'affluenza di coppie italiani verso Austria e Repubblica Ceca, Slovenia e Grecia.

Questa la situazione nel dettaglio:
- SPAGNA: è la meta preferita dalle coppie italiane, aumentate da 60 a 1.365 in tre anni; nei 7 centri spagnoli di riferimento considerati nell'indagine gli italiani rappresentano fra il 10% e il 50% dei pazienti. Il fenomeno è in deciso aumento, anche grazie all'ottima organizzazione spagnola al servizio del turismo procreativo, con tanto di interpreti al servizio dei pazienti, medici italiani o bilingue. Ad attrarre, secondo l'indagine, sono anche le ampie possibilità previste dalla legge spagnola. Tra queste, la diagnosi pre-impianto e la selezione del sesso del nascituro (quest'ultima, però, consentita solo nel caso di malattie legate ai cromosomi sessuali). Una delle tecniche più richieste dalle coppie italiane è la donazione di ovociti, che prevede un rimborso per le donatrici (spesso studentesse o comunque donne molto giovani) compreso fra 2.000 e 3.000 euro. In Spagna c'è infatti un fiorente mercato di gameti.

- BELGIO: ogni anno almeno 775 italiani si rivolgono al Belgio per la fecondazione artificiale e Bruxelles si conferma tra le principali mete in Europa. Ad attrarre è soprattutto la Free University, il maggiore centro europeo specializzato, con 3.500 cicli l'anno. Qui dopo la legge 40 le coppie italiane sono raddoppiate (dal 5 all'11% del totale dei pazienti). La diagnosi pre-impianto è la tecnica più richiesta.

- SVIZZERA: alta (almeno 740 coppie) la presenza delle coppie italiane (molte provenienti dalla Lombardia) soprattutto a Lugano. Ad attirare le coppie è la possibilità di congelare gli embrioni, mentre è vietata la donazione di ovuli e la diagnosi pre-impianto è permessa solo sul globulo polare, il corpuscolo che viene espulso dall'ovocita appena fecondato.

- GRAN BRETAGNA: alti costi e difficoltà linguistiche sono un deterrente per la coppie italiane, che si rivolgono soprattutto a centri con medici che parlano italiano. Nonostante ciò il numero delle coppie italiane è quadruplicato, passando da 25 a 100, concentrate essenzialmente a Londra. Tra le tecniche più richieste dai pazienti, la diagnosi genetica pre-impianto.

- STATI UNITI: come la Gran Bretagna, sono un riferimento solo per chi ha elevate possibilità economiche e conosce la lingua. Le coppie italiane si rivolgono soprattutto alla Cornell University di New York, American Fertility Services e università di Harvard. Ma solo in quest'ultima il numero delle coppie italiane è aumentato, passando dallo 0,5-1% all'1-2% del totale.

- AUSTRIA E REPUBBLICA CECA: l'affluenza di italiani è aumentata sensibilmente, passando da 22 a 500 coppie. -

- SLOVENIA: serve soprattutto l'area di Trieste. A Lubiana, dopo la legge 40, gli italiani sono diventati il 10% dei pazienti.

- GRECIA: le coppie italiane si concentrano a Salonicco e sono attualmente il 12-15% del totale dei pazienti.
postato da: amichediabcd alle ore 17:41 | link | commenti
categorie:

Chi sono

Blogger: amichediabcd
Nome: Amiche di Abcd AMICHEDIABCD@fastwebnet.it
All’interno delle partecipanti al corso “Donne, politica e istituzioni”, promosso come azione positiva dal Ministero per le Pari opportunità, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, si è costituito il gruppo Amiche di Ateneo Bicocca Coordinamento Donne (ABCD). Amiche di ABCD è un’associazione che si propone di promuovere e diffondere la conoscenza delle problematiche legate ai vincoli di accesso delle donne alle carriere in ambito politico ed economico, anche attraverso la creazione di una rete culturale, che valorizzi le competenze ed esperienze di ciascuno al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della discriminazione di genere. A questo fine si propone di svolgere qualsiasi attività si ritenga necessaria al perseguimento degli scopi istituzionali con particolare attenzione a svolgere attività informative, formative, di consulenza ed ogni altra azione funzionale al perseguimento dello scopo sociale, ed in particolare: a) preparare e diffondere materiale informativo atto a stimolare il dibattito culturale; b) pubblicare giornali periodici o libri a stampa o telematici; c) organizzare convegni, seminari, corsi e manifestazioni, anche internazionali, per promuovere, diffondere e valorizzare le tematiche di genere.

Commenti recenti

utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...
utente anonimo in MEDICINA: GB, VERSO ...

Archivio

oggi
--- 2007 ---
--- 2006 ---

Categorie

bandi e concorsi
biblioteca
candidature
iniziative
iscritte ad amiche di abcd
rassegna stampa

Links

Donne in quota
Eleonora Pirrone
European Women's Lobby
Fawcett Society
Il portale delle donne
International Institute for Democracy and Electoral
Laura Pistillo
Letteratura al femminile
Libreria delle Donne
Mariarosa Caporali
Observatoire de la parité entre les femmes
Più donne il politica
Rosa Express
Sito ministero pari opportunità italiano
Unite nel portale della Rete
United Nations Development Fund for Women
Usciamo dal Silenzio

Partecipano

Foto recenti

Vedi altri media

Bottoni


Contatore

visitato *loading* volte