Amiche di Abcd
lunedì, 26 febbraio 2007

AMICHE DI ABCD. RICORDIAMO LA MORTE DI ZIL-E-HUMA USMAN, MINISTRA PER GLI AFFARI SOCIALI DEL PAKISTAN

Un appello per ricordare la morte di Zil-e-Huma Usman, Ministra per gli Affari sociali del Pakistan, una DONNA uccisa perché svolgeva con serietà ed entusiasmo il suo lavoro, perché il suo incarico politico era sentito come un obbligo per portare un equilibrio in quel mondo femminile ancora e sempre più discriminato.

Essere donne e voler fare politica parrebbe un binomio inaccettabile nella cultura mondiale e quindi sarà nostro compito in futuro cercare di creare una rete di solidarietà che tenda a superare le barriere culturali che pur ci differenziano, perché la discriminazione ci accomuna indifferentemente dalla nostra razza,  religione e condizione sociale.

E’ proprio l’azione nell’ambito politico che ci fa comprendere come a noi donne certi luoghi siano ancora “vietati”. Quante difficoltà per arrivare e poter portare la nostra essenza senza scendere a compromessi. Uccise per affermare la volontà di un cambiamento radicale.

Chiediamo al Governo, alle nostre Ministre e a tutte le donne che hanno ruoli politici di esprimersi perché la morte di Huma non sia dimenticata e che diventi in questo anno dedicato alle Pari Opportunità simbolo per dire a gran voce “basta”.

 

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categorie: iniziative

LAVORO: POLLASTRINI, SERVE PIANO DI OCCUPAZIONE PER DONNE - Adnkronos, 26 febbraio 2007

"A Prodi chiedero' di creare un piano di occupazione per le donne. Insieme con il ministero del Lavoro e quello dell'Economia intendo portare in Consiglio dei Ministri un disegno di legge con regole mirate e transitorie per il riconoscimento delle qualita' delle donne nelle nomine nelle istituzioni e negli enti". Lo ha affermato il ministro delle Pari opportunita' Barbara Pollastrini, a margine del convegno ' Leadership al femminile', in corso a Milano nella sede del 'Sole 24 ore'.

La Pollastrini ha ricordato i dati sull'occupazione delle donne in Italia e in Europa. "Molti paesi europei -ha detto- si danno come obiettivo per i prossimi 3-5 anni di raggiungere il 65% di donne occupate. Oltre l'obiettivo del 60% del Patto di Lisbona. In Italia invece siamo al 44% e al Sud al 27% di donne lavoratrici. Un paese cosi' -ha continuato il ministro- non puo' andare da nessuna parte".

In particolare ora che "e' in atto una ripresina", serve "una misura di spinta. Abbiamo classi dirigenti chiuse e conservatrici. Il paese -ha concluso il ministro- ha bisogno di una sferzata di energia che puo' venire dalle donne".

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categorie: rassegna stampa
giovedì, 22 febbraio 2007

TAVOLA ROTONDA E MOSTRA. LO STUPRO - Milano, febbraio 2007

Arte all´Archivio di Stato di Milano
A cura di Università Popolare di Milano e Miniaci Art Gallery  

Maria Micozzi
DON´T RAPE LILITH
IL NOME E IL BRANCO
15 - 28  Febbraio 2007

Tavola rotonda:
Venerdì 23 Febbraio 2007, ore 10.30

presso l´ Archivio di Stato
Lo stupro: L'archetipo di ogni violenza come il diverso che fa paura

Interverranno alla Tavola Rotonda:
-  Arianna Censi, Consigliera Delegata delle Politiche di Genere della Provincia di Milano
-  Erica Rivolta, componente della Comitato Regionale delle Pari Opportunità della Lombardia
-  Marco Ghezzi, Sostituto Procura Repubblica Milano- Dipartimento Soggetti Deboli
-  Alessandra Kustermann, Ginecologa, coordinatrice Soccorso Violenza Sessuale presso la Clinica Mangiagalli
-  Maria Micozzi, Artista del progetto mostra "Don't rape Lilith-Il nome e il branco"
-  Esponenti di Amnesty International

 
Coordinatrice Grazia di Pentima Panzeri

Con il Patrocinio della Regione Lombardia e dell´Archivio di Stato

Sala Mostre "Paganini"
Archivio di Stato
Via Senato 10 - Milano


Maria Micozzi, parte da un´idea forte per tessere la trama della sua esposizione: "Non violentare Lilith!"
E´ la ricerca sulle ragioni dell´intolleranza e della violenza che impegna l´artista  da anni. La violenza viene qui declinata al femminile e l´idea forte intorno a cui ruota la mostra è lo stupro.
Parlare dello stupro è difficile, il linguaggio che normalmente lo esprime nei media, in genere, in qualche modo lo parcellizza, lo relega in ambiti eccezionali, lo allontana. I soggetti vengono  stereotipati in una tipica diversità.
Ci si difende sempre da ciò che è troppo grande perchè la psiche umana  non riesce ad accogliere il troppo grande, ma la difesa posta in atto apre la strada ad un travisamento pericoloso, quello  che il fatto venga  decontestualizzato, tolto cioè dal contesto che gli dà senso; non dal contesto contingente, che, in un certo senso,  è quello più attraversato dalla cronaca, ma  piuttosto dai contesti più di fondo come quello storico e quello antropologico.
Stuprum in latino sta per colpo e deriva dal verbo  stupere , ammutolire, togliere la parole.
Spegnere il linguaggio, annichilire  il nome con cui ci diciamo e che ci dice.
Ecco Lilith, la parlante e quindi la seduttrice la  colpevole dei drammi di Adamo che diviene protagonista delle tele della Micozzi  e che denuncia lo stupro  identificandolo con l´archetipo fisico della violenza   contro il "diverso temuto."
Vengono presentate opere sia  a parete che istallazioni. I materiali, sono diversi e proprio il loro articolarsi struttura l´impegno creativo e lo spessore della sua poetica.
Il tema trattato ha suggerito colori più forti e fondi; la compulsione  e il trauma sembrano chiudere le opere in ossessioni monocromatiche.
Il lavoro si articola attorno ad una simbologia linguistica di fondo e in quest´ottica tra i lavori costruiti e dipinti compaiono anche insiemi di "parole raccolte, parole fuggite" , come l´artista chiama i versi che entrano nell´allestimento dell´intera mostra.

Orari:  Da Lunedì al Giovedì: 10.00 - 18.00 / Venerdì: 10.00 - 15.00
Sabato: 10.00 - 14.00 e su appuntamento:
tel. 02 8053943 - cell. 340 2871196

 

 

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lunedì, 19 febbraio 2007

APPUNTAMENTI DI "USCIAMO DAL SILENZIO" SU DICO E RAPPRESENTANZA - Milano, 21 e 28 febbraio 2007

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa comunicazione di "Usciamo dal Silenzio":

L'assemblea di Usciamo dal silenzio di martedi 13 febbraio è stata molto partecipata, per presenze, ascolto e interventi.
Al centro della discussione la connessione tra il voto in Consiglio regionale sulle sepolture dei feti, la presentazione della proposta di legge sui DICO e la parità di rappresentanza di donne e uomini nella vita pubblica.
Al termine dell'assemblea è stato approvato un documento che troverete sul sito
www.usciamodalsilenzio.org e che è stato inviato a tutte le consigliere e a tutti i consiglieri regionali di opposizione.
Inoltre abbiamo fissato i nostri nuovi appuntamenti, ai quali vi invitiamoa partecipare numerose: il 21 febbraio assemblea sui Dico, il 28 laboratorio sulla rappresentanza, tutti e due in Camera del Lavoro di Milano alle 21, e la
manifestazione nazionale "diritti ora!" che si terrà a Roma il 10 marzo alle 15 in Piazza Farnese.

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categorie: iniziative
lunedì, 12 febbraio 2007

EAU: INAUGURATI LAVORI NUOVO PARLAMENTO,9 DONNE TRA DEPUTATI - Ansa, 12 febbraio 2007

DUBAI - Il Consiglio nazionale federale (Cnf), il Parlamento unicamerale degli Emirati arabi uniti (Eau) eletto a dicembre, ha aperto ufficialmente i lavori stamani contando, per la prima volta nei suoi 35 anni di vita, anche nove donne tra i deputati.
Il presidente degli Eau, Khalifa bin Zayed Al Nahyan, rinnovando 'piena fiducia' ai membri del Parlamento, li ha invitati 'a stringersi per intensificare la cooperazione tra le autorita' locali e quelle federali per il comune interesse di tutti i cittadini'.
Composto da 40 deputati, (20 designati per suffragio, 20 nominati per decreto), il Cnf ha poteri consultivi e propositivi, ma non legislativi. Il deputato Ahmad Shaib Al Daheri, eletto nel distretto di Abu Dhabi per la quarta legislatura consecutiva, ha tuttavia dichiarato alla stampa locale che 'questo Consiglio sara' diverso da tutti quelli che lo hanno preceduto'.
'Ha il pieno sostegno del presidente Khalifa e del governo per apportare cambiamenti nella partecipazione del processo decisionale; ha una forte presenza femminile e nasce sotto un governo guidato da una personalita' dinamica come quella dello Sceicco Al Maktum', ha spiegato.
Nel suo discorso inaugurale, anche il presidente Khalifa ha definito il nuovo Cnf 'un evento storico che incarna il progresso del paese'.  
 

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INCONTRO DONNE E LAVORO - Milano, 20 febbraio 2007

Lo Spazio Rosa, in collaborazione con gli esperti del JobCaffè, organizza un incontro di gruppo della durata di mezza giornata rivolto a 15 donne, di età compresa tra i 25 e i 40 anni residenti a Milano e provincia, che hanno difficoltà a muoversi all'interno del mercato del lavoro.

Nel corso di una mattinata si avrà l’opportunità di ricevere un aiuto per definire meglio il proprio obiettivo professionale e per proporsi in maniera efficace sul mercato del lavoro.

Le tematiche affrontate riguarderanno:

·        le competenze da spendere sul mercato del lavoro

·        i canali di ricerca e come utilizzarli al meglio

·        la stesura del curriculum vitae e della lettera di presentazione

·        il colloquio di selezione

 Al termine dell'incontro, per chi vorrà, sarà possibile fissare un colloquio di approfondimento con gli operatori.

L’incontro si terrà

Martedì 20 febbraio 2007
dalle ore 9.30 alle ore 13
Presso Job Caffè - C.so di P.ta Vittoria, 27

 Per informazioni e iscrizioni: Spazio Rosa 02 7740 5482 - Lunedì e venerdì 9.00-13.00. Martedì, mercoledì e giovedì 14.30 - 17.00

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categorie: iniziative

FINOCCHIARO, PD: IL PARTITO DELLE DONNE - Intervista di Stefano Brusadelli da Panorama, febbraio 2007

 «Il Partito democratico? Che diventi il partito delle donne e dei giovani. Con un leader fresco, anche dal punto di vista anagrafico. E possibilmente di sesso femminile».

Quali novità si aspetta dal Partito democratico?
«Il Pd o sarà un partito di donne e di giovani o non sarà il Partito democratico. Nel senso che non sarà valsa la pena di farlo».

Una critica al maschilismo sotto la Quercia?
«A dire il vero noi Ds e Rifondazione siamo quelli che si sono impegnati di più nell'aprire alle donne i gruppi dirigenti. La mia è una critica a un persistente maschilismo diffuso nella politica, a causa del quale se alle donne si deve dare responsabilità è meglio darla in ambiti legati al femminile, alla famiglia. Un po' quello che accade nei giornali: ci sono tante giornaliste, ma, salvo rare eccezioni, arrivano a dirigere solo le testate femminili».

Che cosa dovrebbe cambiare con la nascita del Partito democratico?
«Conto in una maggiore partecipazione delle donne, a tutti i livelli».

Tornano le quote femminili?
«Per carità: se il Partito democratico deve ricorrere alle quote, siamo messi male. Le donne amano una politica più legata alle questioni materiali di vita. Se il Pd saprà mettere questi temi al centro della sua agenda, allora più donne vorranno farvi parte».

Esempio di politica al femminile?
«Penso, per esempio, che nessuno sforzo in direzione delle liberalizzazioni e dell'apertura della nostra società possa prescindere da un'adeguata riforma del welfare che tenga conto del punto di vista femminile».

Come dovranno essere selezionati i gruppi dirigenti del Pd?
«Guardando oltre la cerchia della politica tradizionale. E, lo ripeto, privilegiando donne e giovani. Affinché non mi si possa accusare di incoerenza, voglio dire che a fianco del gruppo ulivista del Senato ho creato con Luigi Zanda e Nicola La Torre un think-tank di una cinquantina di giovani che ci forniscono volontariamente un prezioso supporto di idee e documentazioni».

Spetta a Romano Prodi la guida del nuovo partito?
«L'idea del Pd è legata simbolicamente a Prodi, come a Fassino e a Francesco Rutelli. Ma io credo che si debba comunicare al Paese un senso di novità anche attraverso un rinnovamento generazionale nella scelta del leader».

Pensa a Walter Veltroni?
«Walter ha la mia stessa età. Posso rispondere, per me, che non sono più un volto nuovo della politica».

Insomma, a chi pensa?
«Premesso che non dovrà comunque essere persona sprovvista di esperienza politica, trattandosi di guidare un partito del 30 per cento e più, perché non una donna?».

Nomi?
«Ce ne sono tante, ed essendo io donna i nomi preferisco non farli. Mi auguro solo che la politica faccia lo sforzo di vederle».

 

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LA TENACIA DI BARBARA E ROSY. "DUE UOMINI AVREBBERO FALLITO" - di Concita de Gregorio da La Repubblica del 9 febbraio 2007

"Ci hanno unito tensione ideale e senso della sfida"
Le ministre Bindi e Pollastrini hanno portato a casa in venti giorni un progetto compiuto, tra grandi pressioni vaticane e costanti mugugni della sinistra

Così diverse così uguali. Agli antipodi, proprio, eppure come al solito se poi ti avvicini vedi che le differenze sfumano: tenaci, ostinate, ambiziose nel senso nobile del termine, l´ambizione di chi crede di potercela fare e prova a farcela, ci prova davvero. Anche nella foto del giorno, sedute una accanto
all´altra in conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, si somigliano più di quanto dicano le loro biografie: Barbara Pollastrini ha un tailleur nero, Rosy Bindi uno blu. Girocollo sobrio, una di brillantini l´altra di perle. Quasi la stessa montatura di occhiali: invisibile, trasparente. Una sorride molto ma non concede niente, l´altra sorride poco ma di colpo arrossisce. Poi certo: Pollastrini è un´ex ragazza della buona borghesia lombarda sposata in seconde nozze con un importante banchiere, pacata e
implacabile, Bindi un´attivista cattolica senese fieramente nubile, passionale e testarda. "Abbiamo due storie molto diverse, proprio molto", dice Bindi.
"Diversissime", annuisce Pollastrini. E però: la toscana è una cattolica impetuosa e per così dire "comunista" di carattere, la milanese una ex comunista rigorosa e ligia, ordinata e costante, per così dire devota per indole.
Per farla breve: ci sono riuscite. Hanno portato a casa in venti giorni di lavoro un progetto che può piacere o non piacere ma è lì, scritto. E´ stato complicatissimo: almeno tre volte hanno rischiato di incagliarsi, le pressioni vaticane formidabili, i mugugni da sinistra costanti. Hanno cominciato con un prosecco a casa Bindi (al ministero) ed hanno finito coi panini la notte e le pizzette a rinsecchirsi nei vassoi. Per paradosso a segnare la svolta è stato il "non possumus" dei vescovi. Non è nemmeno così strano che un diktat susciti l´effetto contrario a quello desiderato. Considerando i caratteri, poi. Pollastrini: "E´ stato lì che ho detto: dobbiamo farcela assolutamente". Bindi: "E´ stato lì che ho capito che dovevo assumermi la mia responsabilità. Perché da cattolica io respingo le critiche di chi dice: vi siete incontrati con la Cei. Certo: ci si ascolta, si comunica, si dialoga, si aspetta. Però poi quando l´interlocutore chiude dicendo non posso allora non hai alternativa: procedi".
Di più, ancora Bindi: è stato un successo della tenacia e della concretezza femminile. "Due uomini non ci sarebbero riusciti. Queste cose, partendo da posizioni così distanti, si fanno solo se nessuno pretende di dare all´altro una prova di forza. Se non entra in gioco quello spirito guerresco così maschile che prevede di marcare intanto il territorio, poi di affermarsi sull´altro". Chi deve intendere intenda. Le prove di forza capita di perderle, alle volte. Dentro il suo partito, per esempio, Rosy Bindi ne ha affrontata una e l´ha vinta. Pollastrini: "Ci è stato subito chiaro che era importante l´obiettivo. Abbiamo discusso, certo, ma quanto basta, q.b. come si dice nelle ricette di cucina: il necessario per ottenere il risultato. Avevamo in comune la tensione ideale e il senso della sfida: essere donne ha aiutato, siamo abituate a lavorare così". La questione della laicità, poi. Bindi: "Io questa cosa l´ho imparata dentro la Chiesa, non fuori: conosco perfettamente l´esercizio di responsabilità del laico in politica. Il mio impegno è stato quello di rimanere fedele alla Carta costituzionale. Dentro questo confine, poi, volevo che non si confondesse questo nuovo profilo di unioni con la famiglia che è un´altra cosa e altra resta". Anche qui, chi ha orecchie per intendere: a trattare con la Chiesa e a tenerle eventualmente testa in nome di principi costituzionali si impara frequentandola molto e fin da piccoli. Pollastrini: "Abbiamo difeso l´autonomia della politica dalle pressioni esterne. Abbiamo agito avendo come faro la Costituzione". Infine, l´obiettivo politico comune: il Partito democratico. Bindi: "E´ stata una prova generale di Ulivo e di Partito democratico, non potevamo fallire". Pollastrini: "Se non fossimo riuscite in questo non avremmo avuto, dopo, nessuna credibilità".
Infatti no, nessuna e lo dice anche Giuliano Amato, "levatrice di questa nuova creatura" che era un po´ la prova generale alla vigilia dei congressi di aprile: c´è un patto con gli elettori da rispettare e una rotta politica da tenere.
Tutto il travaglio di questi venti giorni - l´incontro a casa Prodi a Bologna, l´intervento dei vescovi, le parole di Napolitano, i colloqui con monsignor Betori segretario della Cei, il non possumus e il freno a mano tirato da Rutelli - si traduce, alla fine, in una questione lessicale davvero risibile e di certo incomprensibile per la comunità degli elettori. La dichiarazione che attiva diritti e doveri delle unioni di fatto non sarà "contestuale" ma "congiunta": servono due fogli al posto di uno, tutto sommato è solo un raddoppio della burocrazia cartacea e un danno al patrimonio forestale.
Spostare l´attenzione sull´aspetto formale della vicenda - ci si iscrive insieme su un foglio solo o separatamente su due - ha ovviamente facilitato l´intesa sulle questioni di sostanza: due persone, anche dello stesso sesso, possono formare una coppia ed avere diritti e doveri fuori dal matrimonio.
Bindi spiega che "si tratta di un prisma", nel senso che ciascuno vede la luce secondo come lo muove. Amato aggiunge che "è come quei quadri di Tiziano che cambiano secondo la prospettiva da cui li guardi". Da destra o da sinistra, certo. Pollastrini è molto soddisfatta, i tempi e i modi sono quelli che si era
data. Bindi è anche più contenta: ha vinto la battaglia dentro il partito, si è smarcata dal diktat vaticano senza tradire valori e identità, è pronta per il partito democratico. Il nerbo della nuova legge, oltretutto, fa riferimento all´anagrafe familiare varata da Tambroni nel ´58, il governo più conservatore tra tutti i governi democristiani. "Non c´è niente di nuovo a quel rispetto", insiste Bindi come a dire: la vecchia Dc degli anni Cinquanta aveva già ordinato la questione con buona pace di Betori e di Ruini. Poi c´è molto di nuovo invece. Pollastrini: "E´ un grande passo verso l´eguale attribuzione di diritti a tutti i cittadini". Bindi: "E´ una nuova frontiera nella tutela dei più sofferenti e dei più deboli". La legge si chiama Dico, diritti e doveri dei
conviventi. Le uniche a restarne esplicitamente escluse sono le perpetue, e pazienza se per i preti sarà il danno oltre alla beffa. "Naturalmente - chiosa malizioso Amato - sempre che non cambi la natura della relazione col parroco".
Le ministre sorridono: con diversa intensità di pudore, insieme.

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categorie: rassegna stampa
giovedì, 08 febbraio 2007

FUNERALI DEI FETI O FOSSE COMUNI?. LA MOBILITAZIONE DI USCIAMO DAL SILENZIO - Milano, 13 febbraio 2007

Accade in Lombardia, ma non è certo una vicenda locale da esaurire con qualche botta e risposta e scomparire dai giornali in un battibaleno.

Accade in Lombardia, ma ha un tale impatto simbolico e concreto sulla vita delle donne e significa per ciascuna di noi essere ricacciata indietro sulla strada faticosa che continuiamo ostinatamente a voler pecorrere.

Accade in Lombardia, terra formigoniana, ma stavolta accade con il voto dei consiglieri regionali di opposizione.

E così il nuovo regolamento funerario della Regione Lombardia fa obbligo al personale sanitario di porre alla donna che ha appena effettuato un'interruzione di gravidanza e al suo compagno la scelta tra un funerale privato del feto anche sotto le venti settimane e l'invio, curato dalla Asl, in una fossa comune.

Usciamo dal silenzio ne ha discusso ieri sera in un laboratorio pieno di interventi e passioni: la colpevolizzazione, l'intimidazione che questo provvedimento porta con sè, ognuna di noi la sente come immediata e profonda offesa. Ci vogliono soggetti colpevoli e comunque soggetti minori: non possiamo non cogliere i nessi con ciò che sta accadendo, ancora una volta, sulla vicenda delle unioni civili, nella riproposizione costante di una subalternità intollerabile alle gerarchie cattoliche in tutti i temi che riguardano il nascere, il morire, le libere relazioni tra le persone. Quella che è stata la ragione d'essere di Usciamo dal silenzio, quello che ci ha portato in piazza il 14 gennaio, non tanto e non solo l'attacco alla 194, ma la messa in discussione della libertà femminile, si manifesta nella sua urgenza, e urgente ci appare decidere una pubblica strategia di risposta che non conosca timidezze anche rispetto al governo di centrosinistra.

Cominceremo a farlo nella nostra assemblea del 13 febbraio (alle 21 alla Camera del Lavoro), ma ci piacerebbe che questo nostro allarme trovasse risposte e proposte nella rete che in quest'anno ha continuato a lavorare.

Vi chiediamo dunque non solo di partecipare numerose all'assemblea, ma di coinvolgere le reti del 'messaggio in bottiglia' di un anno fa, e di partecipare al dibattito sul sito www.usciamodalsilenzio.org, costruendo così insieme un percorso di iniziativa e di mobilitazione per rompere nuovamente il silenzio e dire con chiarezza che nel nostro paese c'è qualcuno che vuole contrastare la pericolosa deriva che la politica sta prendendo rispetto ai temi delle libertà individuali, della laicità dello stato e della libertà femminile.

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categorie: iniziative
lunedì, 05 febbraio 2007

SESSO: A ITALIANE PRIMATO UE MA SOLO 29 % USA PILLOLA - ANSA, 5 febbraio 2007

BERLINO - L'italico mito del latin-lover si tinge, ora, di rosa: le italiane conquistano infatti il 'primato' europeo in fatto di eros, confermandosi le piu' attive sessualmente del vecchio continente. Un 'record' cui non corrisponde, pero', un'adeguata attenzione ai metodi contraccettivi per evitare gravidanze indesiderate: solo il 29% usa infatti la pillola, contro il 34% della media Ue. Ad accendere i riflettori sulle abitudini sessuali delle donne europee e' l'indagine internazionale 'Yasminelle', condotta su un campione di 11 mila 490 donne tra 15 e 49 anni di 14 nazioni e coordinata dalla Societa' europea di contraccezione.
Lo studio e' stato presentato oggi a Berlino,presso la sede della Bayer Schering Pharma Ag, in occasione del lancio della nuova pillola anticoncezionale a basso dosaggio di estrogeni e con benefici extracontraccettivi grazie ad un ormone di sintesi.
Le italiane, dunque, si rivelano le piu' 'calienti' d'Europa: il 59% ha infatti uno o piu' rapporti sessuali la settimana e questa media si conferma la piu' alta in Europa. Seguono le ceche (piu' rapporti settimanali per il 57%) le russe (56%), le francesi (55%) e le spagnole (54%). Ultime le austriache con il 38%.
Ma l'indagine evidenzia anche come, nonostante l'intensa attivita' sessuale, la contraccezione rappresenti per le connazionali una sorta di 'tallone di Achille': se la pillola e' la 'numero 1' tra i metodi contraccettivi essendo scelta da una europea su tre, in Italia la percentuale si abbassa al 29%, collocando il nostro paese agli ultimi posti per utilizzo della contraccezione orale.
Tra le italiane, ha sottolineato la responsabile dell'ambulatorio di endocrinologia ginecologica e controllo della fertilita' dell'ospedale Santa Chiara-Universita' di Pisa, Franca Fruzzetti, 'emergono ancora remore e diffidenze nei confronti di tutti quei metodi diversi dal tradizionale coito interrotto e dal preservativo e questo perche' le donne hanno ancora molti dubbi sugli effetti degli ormoni e sono molto esigenti nello scegliere un tipo di contraccezione orale'.
Un dato comunque allarmante a livello europeo e' che un'ampia percentuale di donne ancora non usa alcun metodo contraccettivo per prevenire gravidanze non volute, mentre il 30% delle intervistate non ha usato alcuna protezione al primo rapporto sessuale e solo il 20% ha consultato un ginecologo e discusso di contraccezione prima dell'inzio dell'attivita' sessuale. Ed ancora: se, in media, l'europee si avvicinano per la prima volta ai metodi anticoncezionali a 18 anni (16 anni in Germania e Scandinavia), in Italia e Spagna bisogna attendere i 20 anni.
Quanto all'eta' ideale per un primo figlio, si colloca intorno ai 25 anni per la media delle donne europee, mentre per un terzo delle italiane e' opportuno aspettare i 30 anni. E gli uomini?
Sono sempre piu' chiamati in causa nella scelta del metodo contraccettivo: in media, il 75% ha un ruolo importante in questa decisione, con punte massime in Austria (89%) e Francia (67%).

postato da: amichediabcd alle ore 16:02 | link | commenti
categorie: rassegna stampa

Chi sono

Blogger: amichediabcd
Nome: Amiche di Abcd AMICHEDIABCD@fastwebnet.it
All’interno delle partecipanti al corso “Donne, politica e istituzioni”, promosso come azione positiva dal Ministero per le Pari opportunità, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, si è costituito il gruppo Amiche di Ateneo Bicocca Coordinamento Donne (ABCD). Amiche di ABCD è un’associazione che si propone di promuovere e diffondere la conoscenza delle problematiche legate ai vincoli di accesso delle donne alle carriere in ambito politico ed economico, anche attraverso la creazione di una rete culturale, che valorizzi le competenze ed esperienze di ciascuno al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della discriminazione di genere. A questo fine si propone di svolgere qualsiasi attività si ritenga necessaria al perseguimento degli scopi istituzionali con particolare attenzione a svolgere attività informative, formative, di consulenza ed ogni altra azione funzionale al perseguimento dello scopo sociale, ed in particolare: a) preparare e diffondere materiale informativo atto a stimolare il dibattito culturale; b) pubblicare giornali periodici o libri a stampa o telematici; c) organizzare convegni, seminari, corsi e manifestazioni, anche internazionali, per promuovere, diffondere e valorizzare le tematiche di genere.

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