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Riceviamo e volontieri pubblichiamo le iniziative organizzate per il mese di aprile da "Usciamo dal SIlenzio":
UN IMPEGNO PRIORITARIO: LA CAMPAGNA 50&50
Il nostro impegno prioritario sarà sulla questione della democrazia paritaria e della campagna 50 & 50 lanciata dall'Udi per una proposta di legge di iniziativa popolare sulla equa rappresentanza là dove si decide, e dunque in Parlamento e non solo.
Su questo ci siamo a lungo confrontate ricercando le ragioni e i "perché" della nostra adesione, e vogliamo continuare a farlo chiedendo il contributo di tutte e tutti. Questa idea ha per noi un nesso forte con i temi che hanno motivato finora il nostro agire politico, il corpo, la violenza sulle donne, la nostra libertà.
L'assemblea ha discusso di uguaglianza e rappresentanza dopo alcuni incontri in sede di laboratorio che hanno espresso un livello alto di dibattito e di confronto, mentre la politica va pensando ad una nuova legge elettorale che non "vede" questa questione.
Al nostro blog sulla rappresentanza sono arrivati interventi interessanti e ce ne aspettiamo ancora, per scrivere insieme il "manifesto dei perché".
La prossima riunione del laboratorio per programmare la campagna 50e50 e definire in termini concreti il nostro impegno è LUNEDÌ 23 APRILE ALLE ORE 20,30 SEMPRE IN CAMERA DEL LAVORO A MILANO.
Sullo stesso tema stiamo preparando, in collaborazione con Annarita Calabrò e Ettina Confalonieri, sociologhe dell' Università di Pavia , un :
SEMINARIO che si terrà il 12 MAGGIO , sarà un incontro di riflessione che si svolgerà nell'arco dell'intera giornata, dal titolo "Rappresentanza politica e Democrazia Paritaria" di cui un programma più definito comparirà sul sito appena disponibile. La partecipazione a questo Seminario è possibile , tuttavia è molto importante prenotarsi prima.
Un appuntamento molto importante : crediamo sia arrivato il momento di ricollegarci a tutte le assemblee di Usciamo dal silenzio che si sono costituite in Italia e di proporre un'assemblea nazionale delle assemblee per promuovere un confronto - il primo di questo genere - tra le realtà che fanno riferimento alla rete di Uds.
Pensiamo poi che sia importante formare una rete con altre associazioni, organizzazioni e movimenti che vogliano partecipare e condividere la costruzione di un luogo pubblico di incontro.
In questo senso stiamo lavorando per :
L'ASSEMBLEA DELLE ASSEMBLEE DI UDS che si potrebbe tenere in una località di mare vicino a BARI il 2 e 3 giugno 2007. A breve vi forniremo tutte le informazioni sull'organizzazione pratica dell'assemblea, ma sarebbe megliocominciare a prenotarsi già da ora ( anche per vcapire le disponibilità sia delle partecipanti che delle ospitanti), scrivendo al sito www.usciamodalsilenzio.org nello spazio "scriviamoci".
Stiamo inoltre continuando la nostra riflessione su famiglia, unioni civili, sessualità e libertà femminile (l'ultima riunione del laboratorio è stata il 18 aprile).
Infine, per chi vive a Milano e in Lombardia, stiamo preparando, in collaborazione con Olinda, nell'ambito della rassegna "Da vicino nessuno è normale" che si terrà a giugno presso l'ex Ospedale psichiatrico Paolo Pini, una tre giorni : Donne,politica & passione, saranno tre giorni di incontri, conferenze, video, teatro e spettacoli.... dal 22 al 24 giugno. Anche su questo ci saranno ulteriori comunicazioni più avanti.
L'iniziativa lanciata dall'Ufficio Turistico del piccolo distretto di Shuangqiao per incrementare l'afflusso di turisti.
CHONGQING- La prima città per sole donne nasce in Cina. Anche se si tratta - per ora - solo di un'attrazione per i turisti. Secondo quanto riportato dal quotidiano Chongqing Evening News il 3 aprile scorso, Chongqing si appresta a divenire la prima città cinese dove gli uomini verranno detronizzati dal loro ruolo di capifamiglia e dove non sarà più permesso loro di fare la voce grossa. Sembra il sogno di tutte le donne o per gli uomini uno scherzo di cattivo gusto, ma il progetto è stato approvato, anche se per pure finalità turistiche e non come lancio di un improbabile movimento femminista.
La cittadina di Chongqing è situata nel centro della Cina
IL PROGETTO - L'iniziativa non riguarda l'intera municipalità di Chongqing, la più estesa e popolosa municipalità con status di provincia della Repubblica Popolare Cinese con una popolazione di oltre 32 milioni di abitanti, ma il piccolo villaggio di Longshui, che prende nome dall'omonimo lago su cui si affaccia, all'interno del distretto di Shuangqiao, municipalità di Chongqing.
«IL REGNO DELLE DONNE»- La cittadina di Longshui, come dichiarato dal direttore dell'Ufficio Turistico di Shuangqiao Li Jigang, riscuote scarso interesse come meta turistica e, per potenziarne l'appeal, si è deciso di farne una sorta di attrazione da luna park. Una sorta di «women's land» che sarà attiva nell'arco di tre anni, amministrata da un sindaco donna e da funzionari femminili, dove ogni uomo, compagno, marito che sia potrà solo portare gli abiti di semplice cittadino sottoposto ad uno statuto speciale. Un regolamento che inscena per gli uomini finti processi, multe e sanzioni bizzarre come inginocchiarsi pubblicamente su tavolacci e lavare i piatti nelle cucine dei ristoranti del villaggio per chiedere venia, per non aver prestato ascolto alle richieste che giungevano dalle rispettive mogli o compagne, perché - come recita l'insegna che verrà incisa sulle porte della città - «una donna non sbaglia mai, e le richieste di una donna non possono essere rifiutate da un uomo»!.
Uomo in punizione
L'IDEA- Il direttore dell'ufficio turistico ha poi rivelato come l'idea per la città di sole donne sia nata tutta per scherzo pensando al motto secondo il quale «ad una donna non si può dire mai di no». Da qui è nato un gioco, un gioco all'aperto che presto sarà praticato sull'intera superfice del nuovo villaggio: due chilometri quadrati di terra e case ancora in costruzione. Qui si invertiranno i ruoli abituali: se un uomo dovrà comprare qualcosa, chiederà alla sua lei non solo il permesso di acquistare, ma anche la cortesia di pagare, perché è lei che amministrerà le finanze, è lei che nel territorio franco del villaggio «porterà i pantaloni». Una cosa ancora abbastanza insolita in Cina, un po' meno nel mondo occidentale.
Vittorio Patrucco
Una ricerca condotta in Belgio sul cyber-sesso Ogni 39 secondi online nuovo video porno Business da capogiro: i guadagni sarebbero maggiori di quelli dei colossi della Rete. Scaricati nel 2006 1,5 miliardi di foto e filmati
Mentre finite di leggere questa frase, 28.258 persone stanno cliccando su una pagina web a contenuto pornografico. Questo uno dei dati emersi dalla ricerca condotta in Belgio che ha evidenziato l'alto tasso di cyber-guardoni e siti per soli adulti presenti in rete, ma anche l'imponente giro d'affari che ruota intorno al mondo del sesso vituale.
RICERCA - La sessualità, sin dalla notte dei tempi, è stata avvolta da mistero e curiosità. Se all'inizio erano i giornaletti, le cassettine e poi i telefoni erotici - ora è la rete. La vasta ricerca del quotidiano dei Paesi Bassi «Het Laatste Nieuws» (HLN) - «Sesso sul web: le cifre nude e crude» - ha raccolto, analizzato e sintetizzato per la prima volta i dati, le statistiche e gli approfondimenti provenienti da istituzioni, agenzie stampa, emittenti e giornali a livello internazionale tra le quali ABC, AP,
NUMERI - Il business che ruota intorno al cyber-sesso è enorme: nello scorso anno gli internauti hanno speso in media 2.304 euro al secondo per il sesso online. Secondo lo studio, solo negli Stati Uniti, ogni 39 secondi, un nuovo video porno viene messo in rete. Il 42 percento di tutti i navigatori del web hanno visitato almeno una volta una delle cosidette pagine XXX. Giganteschi anche gli introiti delle aziende e società che traggono profitto dal sesso online: secondo l'indagine i guadagni sarebbero maggiori di quelli dei colossi Microsoft, Google, Amazon, eBay, Yahoo e Apple generati assieme in Internet. A metà del 2006 sono stati scaricati a livello mondiale 1,5 miliardi tra immagini e video a carattere pornografico - il 35 percento di tutti i downloads.
PORNO-CINA - «Het Laatste Nieuws» ha stilato la classifica dei paesi maggiormente interessati a questo aspetto di Internet: il 2006 è stato il primo anno dove i cinesi hanno speso di più per il porno online: con 20,5 miliardi di euro sono balzati al primo posto davanti ai sudcoreani (19,25 miliardi), i giapponesi (15 miliardi) e gli statunitensi (9,98 miliardi). Singolarmente invece a guidare la classifica degli utenti che «consumano» sesso online a pagamento lo studio ha visto gli internauti della Corea del Sud al primo posto con una spesa media di 394 euro all'anno. 117 euro a testa per i giapponesi, terzo posto per i finlandesi (86 euro), seguiti dagli australiani (73 euro). Tra gli ultimi posti ci sono gli italiani che hanno sborsato lo scorso anno in media soli 12 euro a testa per il sesso in rete. Fanalino di coda nella singolare classifica per belgi (9 euro) e i tedeschi (6 euro).
DONNE & DATING - Dallo studio emerge che i termini «sex» e «porn», è cosa nota, sono sempre state le parole più cercate tra i vari motori di ricerca. Alquanto sorprendente però è il fatto che queste voci vengono digitate con uguale frequenza sia dagli utenti di sesso maschile che da quelli di sesso femminile, riferisce HLN. Non è così invece per «adult dating»; nel 2006 il termine ha avuto un incremento del 622 percento rispetto all'anno precedente - digitato il 64 percento delle volte da donne e nel 36 percento dei casi da uomini.
Una prosposta alternativa alle quote rosa. Cosa ne pensate?
Alberto Alesina e Andrea Ichino hanno proposto (Il Sole 24 Ore, 27 marzo) di abbassare le aliquote fiscali per le donne e alzarle (ma meno) per i maschi. Questo «miracolo» è possibile perché gli uomini hanno un’offerta di lavoro rigida. Se fossero tassati di più, lavorerebbero un po’ meno, ma non molto meno. Viceversa l’offerta di lavoro femminile è più elastica: a fronte di una riduzione dell’aliquota fiscale molte più donne lavorerebbero. Con redditi netti più alti potrebbero lavorare anche quelle madri che oggi sono costrette a restare a casa perché altrimenti guadagnerebbero troppo poco per pagare qualcuno che si occupi dei loro figli quando sono fuori casa. Abbassare le tasse per le donne che lavorano è anche un modo per ridurre la discriminazione a loro sfavore. Un modo molto più efficace delle «quote rosa»: comeper l’inquinamento ilmodo migliore di abbatterlo è tassarlo, così per la discriminazione il modo migliore per combatterla è renderla più costosa per chi la pratica.
Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa iniziativa di "Usciamo dal Silenzio":
Ore 21 - Camera Del Lavoro Corso Di Porta Vittoria 43 Milano
Democrazia paritaria, 50 &50, equa rappresentanza là dove si decide e dunque in Parlamento e non solo. Cosa significa per ciascuna di noi e cosa per un movimento come Usciamo dal silenzio impegnarsi su questo tema, perché riteniamo che questa idea abbia un nesso forte con i temi che hanno motivato finora il nostro agire politico, il corpo, la violenza sulle donne, la nostra libertà.
Arriviamo ad un'assemblea che discuterà di uguaglianza e rappresentanza dopo alcuni incontri in sede di laboratorio che hanno espresso un livello alto di dibattito e di confronto; ci arriviamo mentre altre organizzazioni di donne - l'Udi per esempio, con la sua proposta di legge popolare sul 50 e 50 - stanno frequentando lo stesso sentiero e mentre la politica va pensando ad una nuova legge elettorale che non "vede" letteralmente il tema o lo sposa, ancora una volta, in una logica residuale: e poi ci sono anche le donne.
Vogliamo, speriamo che l'assemblea sia il luogo di un dibattito ancora più aperto e più condiviso. Per questo motivo sul sito è da tempo aperto un blog sulla rappresentanza: vi trovate già alcuni interventi del laboratorio, e molti speriamo vogliate aggiungerne, come una sorta di "aperitivo" alla discussione collettiva che ci auguriamo sia partecipata.