Amiche di Abcd
lunedì, 28 maggio 2007

L’UDI RACCOGLIE FIRME PER LA PROPOSTA “50&50”

L’UDI presenta la proposta “50&50”, che mira a conseguire un numero uguale di uomini e donne in ogni ambito che si riconduca ad un medesimo contrassegno di lista o di formazione in modo da applicare il principio di democrazia paritaria sancito dall’art. 51 della Costituzione italiana nelle candidature per tutte le assemblee elettive, da quelle circoscrizionali a quelle per il Parlamento Europeo.

Sul sito www.50e50.it troverete le foto del 18, giorno in cui l’UDI ha consegnato il titolo della legge, tutto quello che può essere utile alla campagna e l'elenco dei Centri di Raccolta firme, presenti in tutta Italia.

Il coordinamento di Milano per la raccolta delle firme si riunirà lunedì 28 maggio alle 20.30 presso la Libera Universita' delle Donne, corso di Porta Nuova 32.

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INCONTRO DI DOTTORATO SUL PRINCIPIO DI UGUAGLIANZA E LE DISCRIMINAZIONI DI GENERE NEL LAVORO – Milano, 30 giugno ore 15

Abcd segnala un incontro di dottorato di scienze giuridiche sul principio di uguaglianza e le discriminazioni di genere nel lavoro che si terrà il 30 maggio alle ore 15 presso l’Aula 9 del Palazzo U7  dell’Università Bicocca di Milano.

Relatrici: PROF.SSA LUCIANA GUAGLIANONE Università degli Studi di Brescia, DOTT.SSA RITA MARUFFI Università degli Studi di Milano – Bicocca. Introduce e coordina l’incontro

Prof.ssa Tiziana Vettor Università degli Studi di Milano – Bicocca.

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SEMINARI DI APPROFONDIMENTO SULLA SALUTE DELLA DONNA – Milano, 30 maggio ore 17

La salute della donna è sempre al centro dell’interesse degli operatori dei consultori familiari. Occuparsi quotidianamente dei problemi relativi alla salute delle donne, attraverso l’attività di accoglienza, ascolto e soddisfazione delle singole richieste, ci permette di dire che è anche sempre importante compiere un’opera di aggiornamento sui temi della salute sessuale e riproduttiva, al fine di favorire in modo mirato tutte le forme di prevenzione che sono proprie dei servizi offerti dal consultorio. I suddetti temi, ogni volta che sono riproposti, rappresentano l’occasione per fornire nuovi elementi scientifici ed esperienziali che stimolano l’interesse e il dibattito pubblico. Per questo l’Osservatorio Donna propone tre incontri a tema rivolti a tutte le donne che desiderino trovare un tempo e uno spazio “propri” per un arricchimento personale.

Mercoledì 30 maggio 2007, ore 17-19

LA MENOPAUSA – Aspetti medici e psicologici

Dott.ssa Raffaella Di Pace – Ginecologa CEMP Milano

Dott.ssa Elena di Bella – Psicologa CEMP Milano

 

Durante questo incontro saranno esposti e discussi i diversi aspetti della menopausa, intesa come periodo fisiologico della vita della donna caratterizzato da una serie di manifestazioni fisiche e psicologiche intorno alle quali è possibile e utile confrontarsi, per comprenderne meglio i significati e vivere serenamente anche in presenza di alcuni “fastidiosi” disturbi.

 

Sala Ex Caccia – Provincia di Milano

V.le Piceno, 60 Milano

 

Poiché la sala può accogliere un numero massimo di 40 partecipanti, si prega di confermare la propria presenza al numero 02/77403441 oppure alla mail

osservatorio_donna@provincia.milano.it

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INCONTRO. DA ASSOGGETTTATE A SOGGETTI? – Milano, 29 maggio ore 17

In occasione della ristampa anastatica di "The Subjection of Women" di J.S. Mill, il Centro Donne e Differenze di Genere in collaborazione con la Fondazione Feltrinelli organizza l’incontro sul tema: "Da assoggettate a soggetti? Dopo centocinquant'anni di dibattito"

Ne discuteranno Nadia Urbinati, Bianca Beccalli e Salvatore Veca.

Interverranno al dibattito Antonella Besussi, Marina Calloni, Alessandra Facchi, Mario Ricciardi e altri/e.

L'incontro é aperto al pubblico e si svolgerà presso la Fondazione Feltrinelli di Milano in Via Romagnosi 3 dalle ore 17.00.

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venerdì, 25 maggio 2007

SEMINARI DI APPROFONDIMENTO SULLA SALUTE DELLA DONNA - Milano, 30 maggio 2007

La salute della donna è sempre al centro dell’interesse degli operatori dei consultori familiari. Occuparsi quotidianamente dei problemi relativi alla salute delle donne, attraverso l’attività di accoglienza, ascolto e soddisfazione delle singole richieste, ci permette di dire che è anche sempre importante compiere un’opera di aggiornamento sui temi della salute sessuale e riproduttiva, al fine di favorire in modo mirato tutte le forme di prevenzione che sono proprie dei servizi offerti dal consultorio. I suddetti temi, ogni volta che sono riproposti, rappresentano l’occasione per fornire nuovi elementi scientifici ed esperienziali che stimolano l’interesse e il dibattito pubblico. Per questo l’Osservatorio Donna propone tre incontri a tema rivolti a tutte le donne che desiderino trovare un tempo e uno spazio “propri” per un arricchimento personale.

 

Mercoledì 30 maggio 2007, ore 17-19

LA MENOPAUSA – Aspetti medici e psicologici

Dott.ssa Raffaella Di Pace – Ginecologa CEMP Milano

 

Dott.ssa Elena di Bella – Psicologa CEMP Milano

 

Durante questo incontro saranno esposti e discussi i diversi aspetti della menopausa, intesa come periodo fisiologico della vita della donna caratterizzato da una serie di manifestazioni fisiche e psicologiche intorno alle quali è possibile e utile confrontarsi, per comprenderne meglio i significati e vivere serenamente anche in presenza di alcuni “fastidiosi” disturbi.

 

Sala Ex Caccia – Provincia di Milano

V.le Piceno, 60 Milano

 

 

Poiché la sala può accogliere un numero massimo di 40 partecipanti, si prega di confermare la propria presenza al numero 02/77403441 oppure alla mail osservatorio_donna@provincia.milano.it

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giovedì, 24 maggio 2007

A BRESCIA SFILANO DUECENTO TACCHI PER HINA, UCCISA IN NOME DELLA SHARIA – di Francesco De Remigis del 20 ottobre 2007

Santanche’ e Sbai difendono il simbolo dell’integrazione


Sarà Daniela Santanchè a rappresentare l’Acmid-donna, l’associazione delle donne marocchine in Italia presieduta da Souad Sbai, davanti al giudice del tribunale di Brescia tra meno di un mese. La deputata di An parlerà nel processo nel quale l’Acmid si è costituita parte civile che vede protagonista Hina Saleem, la ragazza pachistana accoltellata dai familiari: dal padre, due suoi cognati e uno zio che l’hanno seppellita nell’orto di casa dopo averla uccisa l’11 agosto scorso a Saluzzo, nel bresciano. Anche per la madre doveva morire, aveva scelto di interagire con la società italiana. Anzi. Aveva fatto qualcosa di più. Hina, 21 anni, aveva semplicemente deciso di integrarsi senza sottostare a divieti né diktat come quello paterno, che la voleva sposata con un cugino pachistano che neppure conosceva, ai quali, però, Hina ha preferito non piegarsi mai.
La fermezza di una giovane immigrata, innamorata dell’Italia e di un ragazzo italiano col quale progettava di andare a vivere, è stata tale che per ucciderla c’è stato bisogno di un complotto orchestrato dalla madre: l’ha attirata nella casa paterna che aveva ormai
abbandonato con un banale motivo, e anziché trovare quella madre – che nonostante
la diversità di vedute continuava a rispettare – ha trovato i suoi assassini. Ecco perché al processo che inizierà tra circa un mese l’Acmid si è costituita parte civile. “Hina è divenuta un simbolo per tutte le donne musulmane immigrate in Italia per trovare la libertà, che spesso si ritrovano a vivere in condizioni peggiori di quelle lasciate nel proprio paese – dice Souad Sbai, presidente dell’Acmid e membro della consulta islamica del ministero dell’Interno – Il fatto è avvenuto appena l’11 agosto dell’anno scorso,
ricorda Sbai, che accoglie le donne vittime di soprusi di natura religiosa grazie alla rete
nazionale costituita dieci anni fa attraverso la sua associazione. “L’hanno lasciata sola
da viva, non potevamo permetterci di lasciarla sola da morta”, spiega.
Chiedere a Daniela Santanchè di rappresentare le donne immigrate – che si presenteranno in tribunale almeno in duecento, che hanno aderito all’iniziativa che in Italia non ha precedenti – è stata un’evoluzione naturale. Interpellata dal Foglio, l’onorevole Santanchè, ricorda che al funerale di Hina c’era soltanto lei tra gli italiani, “assieme
ai pochi familiari pachistani che dopo averla uccisa si sono presentati a piangere sulla sua tomba”. Per lei Hina Saleem rappresenta un simbolo. “La sua uccisione è una testimonianza che dovrebbe spingere tutte le donne, non soltanto quelle immigrate, a riaprire un dibattito, purtroppo necessario anche in Italia – dice Santanchè – Siamo abituati a parlare di ‘libertà’ ormai come un dato acquisito. Ma io già non ce l’ho più questa libertà (dopo le minacce ricevute per la pubblicazione del libro “La donna negata”, uscito nel 2006, il Viminale ha disposto una scorta per Daniela Santanchè, che vive controllata 24 ore su 24, ndr). Per esempio mi chiedo dove sono tutte quelle donne che manifestavano quando furono rapite le due Simone, in piazza erano centinaia all’epoca.
Adesso, nonostante le nostre sollecitazioni, rimangono a casa. Oppure sedute su un divano di Montecitorio”. L’esponente di An denuncia soprattutto un problema, che riguarda prima di tutto i politici, “che a parole promettono un impegno costante e poi non si vedono mai quando c’è da esporsi per una sconosciuta”. Assieme a Souad Sbai, infatti, Daniela Santanchè ha creato un centro di accoglienza per donne immigrate vittime di minacce, violenze o soprusi, che opera senza campagne di sponsorizzazione, anche per assicurare maggiore tutela alle decine di donne che si rivolgono a lei e all’associazione di Souad Sbai. “In Parlamento si fatica a far passare il messaggio che anche in Italia esistono dei mini-califfati islamici dove la donna viene considerata merce, e la dignità della persona è continuamente calpestata” – spiega la deputata – “soprattutto in uno stato in cui il ministro dell’Interno continua a parlare con un’associazione, l’Ucoii (membro della consulta islamica, ndr), che si rifiuta di firmare una Carta dei valori che mette l’uomo e la donna sullo stesso piano”. Peraltro l’Ucoii ha una sezione femminile, e l’onorevole Santanchè dice al Foglio che si rivolgerà anche a loro per coinvolgerla nell’udienza.
In nome di una integrazione che a voler guardare agli appuntamenti sponsorizzati – come quello che domenica scorsa ha portato nel centro islamico di Brescia Zeinab Moustafa per il convegno “Identità, libertà, cittadinanza” – sembra alquanto lontana
dai tacchi della coppia Sbai-Santanchè.
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sabato, 19 maggio 2007

DONNE MUSSULMANE: MITO E FANTASIA - di Francesca Lazzaroni, da DelegazionePse.it del 15 maggio 2007

Un seminario al Parlamento europeo su "l'immagine della donna e media". La donna musulmana spesso strumentalizzata a fini politici

Dopo l'11 settembre 2001 non è raro trovare figure femminili mussulmane sulle prime pagine dei giornali mondiali ed in particolar modo europei. Tale rappresentazione è spesso stereotipata, oscillando tra mito e fantasia. Se ne è discusso in un seminario organizzato al Parlamento europeo dal titolo "l'immagine della donna e media".

Dorsaf ben Dhiab, segretaria generale del forum europeo delle donne mussulmane, ritiene che la donna mussulmana è rappresentata nei media come una figura senza nome né volto. Le donne mussulmane sono in primis donne e poi mussulmane che compiono scelte personali e percorrono storie diverse, non sono certo una categoria stereotipata e monolitica. L'uso del velo è una scelta personale, ma come sostiene Dorsaf ben Dhiab, diventa un problema per le società occidentali in quanto simbolo più evidente di una diversità con cui é giunta l'ora di fare i conti.

Le signore "velate" non sono le oppresse donne afgane. Il Forum europeo delle donne mussulmane, che dal 1995 si batte per i diritti delle donne e per l'integrazione dei mussulmani in Europa, ha sempre chiaramente ribadito la sua contrarietà al burqua. Spesso però i media occidentali, e questa è la più grossa critica mossa da Noura Jaballah, presidente del forum europeo delle donne mussulmane, e l'immaginario comune non differenziano tra le diverse forme e significati di abiti e foulard, e tanto meno sanno differenziare tra scelte religiose e scelte legate alla tradizione e ai costumi di un popolo. Nella maggior parte dei casi le immagini che passano nei media quando si parla di donne ed Islam sono immagini strazianti di donne maltrattate, private della natura stessa dell'essere donna (burqua) o soggetti passivi di una società che subiscono. Secondo la Presidente non si mette mai in luce la loro partecipazione e il loro vivere quotidiano confondendo le donne mussulmane che vivono in Europa con quelle che vivono in Afganistan.

La stessa giornalista francese Natalie Dollé denuncia la mancanza di professionalità e di sensibilità del giornalismo di fronte a un tema quanto mai complesso e sottolinea l'importanza di non vedere in questo atteggiamento un complotto anti-islamico. I media rappresentano i mussulmani, e in particolar modo le donne, o come vittime o come militanti/terroristi.

L'immagine della donna mussulmana, come sostiene la giornalista, viene spesso strumentalizzata a fini politici: la donna mussulmana maltrattata ci serve per difenderci dal diverso e, a volte, per distogliere l'attenzione da temi di più vasta portata e importanza. In ogni caso è riduttivo che il dibattito si concentri sempre sul problema del foulard inteso come simbolo di oppressione. Le donne mussulmane non devono essere interpellate solo per criticare pubblicamente un Islam etichettato come maschilista. I media dovrebbero dar voce alle donne su qualsiasi tema del vivere quotidiano (alloggi, famiglie,lavoro...). Questo è l'unico modo per conoscerle e per darle una dignità in quanto essere femminili.

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INCONTRO. PARTIGIANE DI IERI, PARTIGIANE DI OGGI, LE LOTTE DELLE DONNE DAL SECOLO SCORSO - Corsico (Mi), 24 maggio 2007

ANPI di Corsico

il 24 maggio 2007 alle ore 21.00

c/o il Saloncino la Pianta

Via Leopardi 7 a Corsico

 

Le donne dell’ANPI, attraverso la metafora “donne che lottavano ieri, partigiane di ieri e donne che lottano oggi, partigiane di oggi”, vogliono parlare delle donne che hanno fatto le loro lotte ma che sono rimaste in ombra.

 

Con una lettura teatrale/spettacolo “Ad Arrotolar Scalda Ranci” di e con Eleonora dall’Ovo, le donne dell’ANPI di Corsico cercheranno di creare, provocando forti emozioni con lo spettacolo, uno scompiglio interiore alle donne, per riflettere su quanto le donne abbiano fatto nella storia e di quanto poco sia passato del loro contributo nella storia. L’obiettivo del coordinamento femminile dell’ANPI è proprio quello di farle venire fuori dall’ombra, oggi ci sono la forza e la conoscenza per farlo, cercando di ridare dignità alle donne di ieri.

 

Contemporaneamente vuole cominciare subito a parlare delle donne che lottano oggi e a far parlare delle donne che lottano oggi. Ecco perché alla serata sono state invitate diverse rappresentanti di associazioni di donne che si battono sul territorio per le altre donne, per la società civile, e lo documenteranno per non farle rimanere nell’ombra.

Da qui la metafora: “Partigiane di ieri, partigiane di oggi. Le lotte delle Donne dal secolo scorso”

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SEMINARIO. GENDER PERCEPTIONS OF INFERTILITY. A PORTUGUESE RESEARCH - Milano, 22 maggio 2007

Martedì 22 Maggio, alle 15:00, in Aula Pagani (edificio U7 in Viale Sarca) dell'Università Bicocca di Milano, Helena Machado (Universidade do Minho, Portogallo) terrà il seminario dal titolo “Gendered Perceptions of Infertility. Portuguese Research”.

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INCONTRO. IL MICROCREDITO PER LA PROMOZIONE UMANA E SOCIALE DELLA DONNA IN INDIA - Milano, 24 maggio 2007

L’esperienza dell’ASSEFA
Giovedì 24 maggio 2007, ore 16:15
Edificio U7, III piano, Aula 23


L’incontro, aperto da un filmato di circa 30 minuti, sarà focalizzato sulla filosofia gandhiana e sui risultati conseguiti dall’ASSEFA (Associazione indiana apolitica e laica che opera da quasi quarant’anni nei villaggi rurali dell’India). Particolare attenzione sarà rivolta alle attività di promozione femminile e di istruzione.

Coordina e introduce
Fulvia Mecatti
Comitato per le Pari Opportunità e Facoltà di Sociologia
Saluto della Presidente del Comitato Pari Opportunità
Prof. Carmen Leccardi
Interventi
Franco Lovisolo
Segretario ASSEFA Italia
Vasantha
Responsabile settore Istruzione e microcredito femminile (ASSEFA – India)
Mostra fotografia
L’India dell’ASSEFA: nei villaggi con il Mahatma Gandhi e Vinoba Bhave
Atrio III piano edif. U7 dal 4 Maggio al 7 giugno

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Chi sono

Blogger: amichediabcd
Nome: Amiche di Abcd AMICHEDIABCD@fastwebnet.it
All’interno delle partecipanti al corso “Donne, politica e istituzioni”, promosso come azione positiva dal Ministero per le Pari opportunità, presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, si è costituito il gruppo Amiche di Ateneo Bicocca Coordinamento Donne (ABCD). Amiche di ABCD è un’associazione che si propone di promuovere e diffondere la conoscenza delle problematiche legate ai vincoli di accesso delle donne alle carriere in ambito politico ed economico, anche attraverso la creazione di una rete culturale, che valorizzi le competenze ed esperienze di ciascuno al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della discriminazione di genere. A questo fine si propone di svolgere qualsiasi attività si ritenga necessaria al perseguimento degli scopi istituzionali con particolare attenzione a svolgere attività informative, formative, di consulenza ed ogni altra azione funzionale al perseguimento dello scopo sociale, ed in particolare: a) preparare e diffondere materiale informativo atto a stimolare il dibattito culturale; b) pubblicare giornali periodici o libri a stampa o telematici; c) organizzare convegni, seminari, corsi e manifestazioni, anche internazionali, per promuovere, diffondere e valorizzare le tematiche di genere.

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