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Lunedì 8 ottobre 2007 - ore 18
Casa della Cultura - via Borgogna 3 - Milano
Presentazione del libro
"Oltre i propri confini" di Luce Irigaray, Bastini Castoldi Dalai Editore
Sarà presente l'autrice
Luce Irigaray
Oltre i propri confini
(Parole sulla differenza)
pp. 120, 10.00 euro
In libreria dal 9 ottobre
Un ciclo di conferenze di una delle più grandi
pensatrici contemporanee. Una riflessione
che tocca l’educazione all’amore, la democrazia,
la violenza delle donne e il cristianesimo
nel contesto moderno e post-moderno
Oltre i propri confini mostra la volontà dell’autrice di chiarire ulteriormente il proprio «pensiero della differenza», a partire da una serie di conferenze che lei stessa tenne in Italia nel 2005, nelle città di Napoli, Venezia, Verona e Pesaro-Fano. Ogni capitolo, dedicato al tema trattato, è seguito da un’intervista condotta con la persona responsabile dell’incontro a cui era stata invitata. Ancora un volta gli argomenti sono estremamente attuali e di fondamentale importanza, tanto a livello individuale quanto collettivo. A partire dall’amore e da un cammino concreto per insegnare ad amare - che passa attraverso la coscienza della differenza - Luce Irigaray affronta la necessità di ripensare una democrazia politica, per poi riflettere sulla violenza esercitata dalle donne («in loro stesse e tra di loro»), arrivando infine al cristianesimo nei tempi attuali, in particolare dopo la critica rivolta da Benedetto XVI al relativismo dei tempi moderni e postmoderni. La raccolta si chiude con un testo sulla felicità dinnanzi a cui l’autrice solleva l’invito e il monito alla necessità di una cultura interiore che ancora non conosciamo ma che è possibile, per divenire pienamente umani.
Luce Irigaray, direttrice di ricerca in filosofia presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica di Parigi, ha una formazione multidisciplinare: filosofia, linguistica, letteratura, psicologia, psicanalisi. La sua ricerca mira a costruire una cultura a due soggetti, maschile e femminile, portatori di valori differenti ma di equivalente importanza per l’elaborazione di legami e di civiltà, a livello privato e mondiale. Tra le sue opere: Speculum, Etica della differenza sessuale, Amo a te, Essere due, La democrazia comincia a due.
Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, in occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Ministero della Pubblica Istruzione e il Ministero dell’Università e della Ricerca, ciascuno per la propria area di competenza, bandiscono un concorso nazionale incentrato sul tema: “Donne per le Donne” che caratterizza la cerimonia dell’8 marzo al Quirinale.
Il Concorso lanciato dal Ministero della Pubblica Istruzione si rivolge alle studentesse e agli studenti delle scuole elementari, secondarie di primo e secondo grado e intende stimolare una riflessione sul riconoscimento e la valorizzazione, anche dal punto di vista storico, della partecipazione e dell’impegno delle donne.
I premi destinati ai vincitori – 9 borse di studio (tre per ogni ordine di scuola) per un importo complessivo di 10.500 Euro – saranno messi a disposizione dalla Presidenza della Repubblica.
Il Concorso promosso dal Ministero dell’Università e della Ricerca è volto a stimolare gli studenti ad approfondire le problematiche connesse alla valorizzazione del ruolo celle donne nei diversi settori, nonché a promuovere, nel campo delle scienze naturali e della medicina, ricerche che possano contribuire a migliorare le condizioni di vita delle donne.
I premi destinati ai vincitori – 4 borse di studio dell’importo di 5.000 Euro ciascuna – saranno messi a disposizione dalla Presidenza della Repubblica.
I bandi dei due concorsi sono consultabili sul sito web dei due Ministeri interessati e su quello della Presidenza della Repubblica, ALL'INDIRIZZO:
http://www.quirinale.it/dialogo/concorsi/2007donne/2007donnexdonne.htm
Il ritardo che l’Italia sconta nel campo della rappresentanza femminile in politica non ci permette di fare sconti ai partiti che non hanno rispettato il principio delle pari opportunità nella presentazione delle liste circoscrizionali alle ultime elezioni al Parlamento europeo.
Come è ben noto in Italia i dati relativi alla presenza delle donne nelle cariche elettive pubbliche denunciano una situazione di fortissimo squilibrio.
Si può senza dubbio affermare che se il novecento ha visto l'affermazione della forza femminile, il nuovo secolo sembra purtroppo riportare la presenza delle donne in politica e nelle istituzioni a tempi remoti.
Eppure il processo di integrazione sociale e politica dell’Europa impone oggi di guardare al problema della rappresentanza femminile in un’ottica comunitaria, promuovendo l’adozione delle buone prassi maturate in particolar modo nei Paesi del nord in cui, accanto alla scelta del sistema elettorale proporzionale, strumenti quali l’applicazione di una legislazione antidiscriminatoria ricca e coraggiosa, servizi e agevolazioni offerti dallo stato sociale, l’autoregolamentazione dei partiti e una intensa politica di mainstreaming, hanno consentito una presenza equilibrata dei due sessi nelle cariche elettive.
Per questa ragione le donne della Costituente socialista sostengono l’iniziativa della parlamentare Cinzia Dato che si è opposta alla concessione della sede legislativa per l’esame della proposta di legge dell’Udc, che rappresenta un tentativo di interpretare in maniera più favorevole la normativa vigente alleggerendo le sanzioni previste nei riguardi dei partiti che non hanno rispettato la legge, candidando meno donne.
L’azione dell’onorevole Cinzia Dato permette di fare trasparenza su un argomento di estrema importanza quale è quello delle pari opportunità, sul quale non si riesce a comprendere il silenzio dei partiti della sinistra, del Ministro Barbara Pollatrini e delle donne delle Associazioni.
Come socialiste siamo indignate di questa assenza e promuoveremo iniziative a riguardo affinché il dibattito sul provvedimento presentato dall’Udc sia reso pubblico e trasparente.
Nel sostenere con forza che laddove le leggi esistono vanno rispettate e che quindi non si può scegliere la via dell’interpretazione quando si parla del rispetto del principio delle pari opportunità, oggi garantito solo nelle elezioni europee, sollecitiamo le forze della sinistra a prendere una posizione chiara in merito.
L’Italia non deve cercare vie di fuga dall’Europa, al contrario deve essere sempre più europea come è nell’intento della Costituente socialista.
Martedì 11 settembre (allo Spazio Coop - ore 18), presso la Festa provinciale de l’Unità – fermata MM Lampugnano – ci sarà un dibattito sul tema:
“Libertà, scelte, opportunità per un welfare delle donne”.
Partecipano Ornella Bergadano, Susanna Camusso, Arianna Cavicchioli, Maria
Grazia Fabrizio, Tiziana Scalco.
Coordina Francesca Prosperi.
Potete visualizzare la locandina del dibattito utilizzando la seguente URL:
http://dsmilano.eu/festa2007/index.php?option=com_content&task=view&id=102&Itemid=69
Volentieri pubblichiamo il seguente comunicato inoltratoci da Marilisa Rotasperti
Succede in Provincia di Lecco: una donna con un figlio deve lasciare la propria casa per sfuggire alla violenza del coniuge.
Viene ospitata nel centro di accoglienza ”Il Sentiero” di Merate, per il periodo di 10 giorni previsto dalla convenzione col Servizio sociale del Comune di residenza.
Alla scadenza dei 10 giorni, non essendo ancora stata emanata dal giudice (nel frattempo andato in ferie!) una sentenza di allontanamento del coniuge violento, la sig.ra deve pagare una retta giornaliera di 216€: 150€ per sé ed il resto per il figlio.
La cifra fa pensare più ad un albergo che ad una casa di accoglienza e la donna deve lasciare quel luogo e chiedere ospitalità ad un’ amica.
E’ questa la sensibilità di una Provincia come quella di Lecco, che in altri contesti viene definita “accogliente”?
Non sarebbe più conveniente per tutti: Enti e soggetti in difficoltà, trovare altre formule per aiutare situazioni di tale disagio?
A Lecco come a Montalto di Castro (Comune che ha stanziato somme in aiuto di giovani processati per stupro) le risorse pubbliche vengono distribuite con tanta generosità?
Sono queste le somme che gli Enti che stipulano le convenzioni riconoscono ai luoghi di accoglienza?
Le tariffe ed i tempi di ospitalità non dovrebbero tener conto della situazione di chi sta vivendo il dramma di doversi allontanare dalla propria casa per cercare un luogo sicuro per sé e per i propri figli?
Se è importante che i centri di accoglienza offrano standard di qualità, è ugualmente importante che tali centri offrano livelli essenziali di assistenza a costi commisurati con le effettive capacità economiche dei soggetti che ospitano, oltre che differenziate in base alle diverse situazioni.
Come Coordinamento Donne UIL Lombardia ci auguriamo che questo episodio stimoli a breve ASL, Province, Comuni a trovare modalità diverse per garantire situazioni dignitose a costi accettabili e per un tempo che consenta di progettare un nuovo percorso di vita alle donne che vivono situazioni così angoscianti.
Il nostro impegno sarà quello di stimolare la Regione a trasformare in legge la proposta già presentata, che prevede interventi di finanziamento per i Centri antiviolenza e le Case d’accoglienza che, basandosi per lo più sul volontariato delle operatrici e con ben altri costi, già da tempo operano in aiuto alle donne maltrattate ed ai loro figli.